Calcio – Avellino, parlano i tifosi: “Doveroso lanciare un segnale”

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Avellino – Colorata, rumorosa e civile la folla che ha invaso Piazza Libertà in occasione della manifestazione per sostenere il lupo. Mille opinioni diverse, voci, pareri discordanti e pensieri forti hanno accompagnato i cori di tutti coloro che sono accorsi a difesa dei colori biancoverdi. Il futuro dell’Avellino è stato ovviamente al centro del dibattito, ma la piazza si è dimostrata divisa, con pareri discordanti. Ai “Pugliese Vattene” si è accompagnato anche il più laconico e freddo realismo di quanti riconoscono nell’imprenditore di Frigento l’unica soluzione per iscrivere la compagine al campionato di Lega Pro. Con la speranza – più o meno sottintesa – che poi lo stesso lasci definitivamente le redini del lupo. “Bisogna capire – ha dichiarato Paolo Addesa, storico tifoso irpino che non c’è tempo. Le cordate e i gruppi imprenditoriali non si formano in una settimana: l’unica speranza è che Pugliese iscriva la squadra al campionato e poi si faccia da parte”.
Qualche faccia rassegnata anche tra gli ‘irriducibili’: tra loro c’era anche qualcuno che pare già pronto a fare i conti con la serie dilettantistica, ma sempre con il lupo nel cuore. “Bisogna avere l’onestà intellettuale di ammettere di essere finiti in un pozzo senza fondo – ha spiegato Luigi, 25 anni, studente vivacchiare in serie C, senza programmazione, senza futuro e sempre sull’orlo del baratro, non ha senso. Meglio ripartire da zero, è l’unico modo per aprire un nuovo ciclo e sperare di tornare in alto. Perdere il titolo può far male, ne sono consapevole, ma c’è sempre il modo di recuperarlo”.
E la pensa così anche Delfino Sgrosso: “Sembra il canto del cigno – ha affermato – che ha voglia di rialzarsi, quando vede la fine. Era doveroso però essere qui quest’oggi. Combattere per questa maglia che è motivo d’orgoglio per tutti noi. Non possiamo vedere scomparire la nostra passione senza aver fatto nulla”.

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Questa invece l’opinione di Franco Petrozziello: “Onestamente penso che la fondazione ideata da Preziosi e Sibilia non sia una cosa fattibile, almeno allo stato attuale. Ritengo che prima di tutto per far andare avanti tale progetto ci sia bisogno di una mobilitazione prima da parte dell’imprenditoria e poi da parte dei semplici cittadini. Ma soprattutto l’Avellino è un bene comune e andrebbe difeso a prescindere dalle fazioni e dai colori, è questo il messaggio che deve passare”.
“Scendere quest’oggi in piazza – ha commentato Arturo Romeo è un atto dovuto, d’amore verso l’Avellino. Non sappiamo se servirà, ma oggi era giusto essere qui”.
Da registrare lo sfogo della signora Del Gaudio, moglie dello storico magazziniere Nino. “Mio marito è da 27 anni dipendente dell’Us Avellino – ha detto – e mai e poi mai si è trovato in una situazione del genere. Facciamo fatica ad andare avanti, sono 4 mesi che non prende lo stipendio. Io ho due figli di 16 e 11 anni che sono dei campioni a scuola, ma ora come ora per colpa di Pugliese non posso neanche regalargli un premio. Non possiamo continuare così, abbiamo un mutuo e per colpa sua siamo sotto la pressione delle banche. Lui sa cosa vuol dire, per questo gli dico di mettersi una mano sulla coscienza e pensare a tutti i dipendenti che aspettano di ricevere lo stipendio. Inoltre – ha concluso – spero che l’Avellino continui ad esistere. Se dovesse scomparire, in città si avrebbe un secondo terremoto”.

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