Partitella in famiglia infrasettimanale sotto il diluvio per l’Avellino che ha battuto la Primavera con il risultato di 8-1. Sotto lo sguardo vigile dei vertici dirigenziali al completo capitanati dal presidente Walter Taccone, Rastelli ha mischiato come al solito le carte, anche se ha ribadito alcune scelte destinate a riflettersi sul mercato. È il caso di Angeli schierato nel ruolo di play-maker e Bittante sul centrodestra del terzetto difensivo, opzioni che sanciranno la rinuncia all’ingaggio rispettivamente di un centrocampista e di un difensore.
Per il resto, in campo tutti i nuovi acquisti: Almici esterno destro della linea a cinque di centrocampo ed il tandem Mokulu-Trotta in avanti (per il belga ancora niente transfer, bloccato a Roma; il suo arrivo dovrebbe slittare a domani). L’unica vera mossa inedita è stata quella che ha visto Filkor schierato come centrale difensivo ad ulteriore conferma – qualora ce ne fosse ancora bisogno – di una sua esclusione dai piani tecnico-tattici. In evidenza Trotta, autore di una tripletta, e Comi, a segno due volte.
In avvio del test, però, uno sbandamento generale ha favorito la formazione di Luperto che passa addirittura in vantaggio grazie ad una rapida transizione finalizzata dal sinistro chirurgico in diagonale di Ventola. Due minuti dopo è stato Soumarè a rimediare con una combinazione partita sulla catena di destra dai piedi di Almici, rifinita da Arini e conclusa a porta vuota dal baby ex Anderlecht.
Al 18′ dal 23′ Trotta ha ribaltato il punteggio prima con una conclusione all’interno dei sedici metri e poi con un imperioso stanco di testa su preciso invito di Zito dalla sinistra. Il poker è stato frutto dell’intesa fra i due nuovi attaccanti: Trotta questa volta ha apparecchiato per l’accorrente Mokulu che con un rigore in movimento ha trafitto il portiere. Nel finale di tempo è stato ancora l’ex Fulham a bucare la rete con un diagonale mancino per il pokerissimo, poi, scatenato, ha propiziato il sesto centro con un’autorete.
Nel secondo tempo non è cambiato l’atteggiamento tattico con Soumarè e Comi in attacco. È stato proprio l’attaccante torinese a calare il settebello con un colpo di testa su azione da corner e a siglare in seconda battuta l’ottavo sigillo dagli undici metri dopo un atterramento subito da Regoli in area.
Senza gli influenzati Castaldo, Chiosa e Frattali (anche Kone e D’Angelo non al meglio), Rastelli ha insistito sulla doppia formula tattica oscillante fra il 3-5-2 in fase di possesso e l’allineamento con il 4-4-2 in fase di non possesso. Angeli durante la prima frazione si è scambiato spesso la posizione con Arini in cabina di regia, assumendo l’iniziativa della manovra. Una mossa, questa, che potrebbe rivelarsi utile già per la gara con il Cittadella.
Avellino primo tempo 40′ (3-5-2): Gomis, Bittante, Fabbro, Filkor; Almici, Arini, Angeli, Soumarè, Zito; Mokulu, Trotta.
Avellino secondo tempo 30′ (3-5-2): Bavena; Pisacane, Ely, Fabbro; Regoli, D’Angelo, Kone, Schiavon, Visconti; Soumarè, Comi.
(di Claudio De Vito)
