Nonostante mostri fiera sul petto la medaglietta al valore per aver limitato la coppia gol più in vena del campionato (con la complicità di Frattali), la difesa dell’Avellino cela un leggero disagio legato a Rodrigo Ely. Il minuto 18 della ripresa dell’Adriatico ha suggellato il momento negativo del centrale difensivo acquisito in estate dal Milan, apparso troppo distratto dal match di Tim Cup con l’Atalanta. Con buona pace del suo tecnico Rastelli, che nel post gara ha sminuito l’episodio bollandolo come normale situazione di gioco, l’intervento del suo difensore su Melchiorri è apparso avventato con altri tre compagni di squadra pronti a prendere in consegna l’attaccante biancazzurro nel cerchio di centrocampo.
Se n’è accorto lo stesso calciatore, dapprima incredulo in piena trans agonistica e poi consapevole, senza abbozzare alcuna protesta, della sciagurata lettura nella circostanza. In virtù della terza espulsione, Ely salterà la quinta partita per squalifica della stagione. Il dato c’è – anche se i tre turni inflitti dal Giudice Sportivo nel post Lanciano lo hanno sanzionato oltremodo – e rappresenta un forte limite da parte dell’italo-brasiliano sul piano della disciplina. Le sue qualità tecniche non si discutono, i margini di miglioramento sono elevati e l’approdo nella Seleçao Olimpica non potrà che accrescere l’autostima di un calciatore che però deve imparare a completarsi con una più lucida autogestione durante l’arco dei novanta minuti.
