Calamità e caro benzina sempre allineati. Abruzzo sarà l’eccezione?

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La storia di un paese può essere tracciata tra le righe di un inaspettato solco: l’accisa sugli oli minerali, i carburanti. Almeno quella dell’Italia. Dietro ogni rincaro sul prezzo della benzina nell’ultimo secolo, infatti, si trova praticamente sempre un evento di natura eccezionale, che sia una guerra o una missione militare, o un terremoto. L’imposta in questione è tra le principali voci in entrata del conto economico nazionale e basterebbe questa considerazione per capire come mai piccoli incrementi della tassa possano avere effetti consistenti sulla salute delle finanze italiane. Le avventure di conquista nel ventennio fascista, la crisi di Suez del 56, la calamità del Vajont, l’alluvione di Firenze del 66, il terremoto del Belice del 68 e del Friuli nel 76, il sisma dell’Irpinia, a noi vicino, nell’80, la missione in Libano nell’83 e quella in Bosnia nel 96: si tratta di eventi che hanno segnato momenti difficili della storia italiana, accomunati tutti dal fatto che direttamente o indirettamente, hanno avuto tra le loro conseguenze l’incremento di questa accisa. Nel nuovo millennio gli unici due ritocchi risalgono al 2003 quando servivano i fondi per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri e nel 2005, per l’acquisto di autobus ecologici con i quali rinnovare il parco mezzi del trasporto pubblico. Ma sul piano regionale altri ritocchi sono stati autonomamente stabiliti dalle Marche e dalla Campania. Di contro vanno segnalati gli interventi posti in essere a cavallo tra il 1999 ed il 2001 per la riduzione dell’imposta a seguito del caro-petrolio. Prima in lire poi in euro, tutte queste tappe hanno modificato quello che, evidentemente, è uno strategico contributo. E negli ultimi giorni l’argomento è tornato prepotentemente in auge a seguito del sisma che ha colpito l’Abruzzo, per il quale sarà necessario stanziare fondi per la ricostruzione, che – naturalmente – dovranno essere coperti in qualche modo. Sull’eventualità di ritoccare il costo del carburante Silvio Berlusconi ha però rassicurato gli italiani: “Non ci saranno nuove tasse né aumenti di quelle preesistenti – ha detto – come benzina e sigarette”. Parole, quelle del Premier, che a questo punto materializzerebbero a tutti gli effetti una vera e propria eccezione alla regola.

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