Calabritto, tragedia nei campi: 64enne travolto dal proprio trattore

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Calabritto – Ancora una tragedia nei campi d’Irpinia. Una triste sorte quella del 64enne Angelo Tenebruso, originario di Calabritto ma residente a Ottiglio – in Piemonte, che nella mattinata di oggi, mentre stava raggiungendo il terreno di famiglia per intraprendente il lavoro che per lui era diventato un hobby, inavvertitamente ha perso il controllo del mezzo agricolo che è uscito fuoristrada travolgendolo e schiacciandolo sotto il proprio peso, uccidendolo sul colpo.
Dopo la tragedia l’allarme è subito scattato e sono stati allertati i Carabinieri della Stazione di Calabritto che, giunti sul posto, hanno ritrovato il trattore capovolto sul ciglio della strada con sotto il corpo senza vita dell’anziano pensionato.
Sul posto è sopraggiunto anche il personale dei Vigili del Fuoco e i sanitari del 118 i quali non hanno potuto far altro che accertare il decesso e effettuare tutti i rilievi necessari ed acquisire tutte le informazioni utili.
Sembrerebbe esclusa l’ipotesi di un malore e, secondo quanto raccolto dai Carabinieri, l’incidente sarebbe stato causato da una manovra errata dell’anziano agricoltore che, mentre era intento a raggiungere il proprio fondo agricolo con il suo trattore, giunto all’altezza della località Quaglietta di Calabritto, ha perso il controllo del pesante mezzo che è uscito fuoristrada travolgendolo e schiacciandolo sotto i proprio peso.
Le indagini sono state condotte in stretta collaborazione con i Magistrati della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, coordinati dal Procuratore Capo Antonio Guerriero.

Tenebruso, ex trasportatore di legnami e volontario della Protezione Civile di Ottiglio, era partito nei giorni scorsi dal Piemonte per recarsi nel suo paese natale a far visita ad alcuni familiari.
La comunità di Ottiglio ha appreso la notizia con profondo rammarico. Tenebruso abitava in paese da oltre quarant’anni, proveniente, allora, dalla vicina Moncalvo. Sposato con Emilia Biano, negoziante della merceria del paese, da cui ha avuto i figli Massimo e Marco, il trasportatore era conosciuto e stimato per il suo grande impegno nel Gruppo Comunale di Protezione Civile.

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