Calabritto – Presto l’Ufficio del Giudice di Pace sarà solo un ricordo per alcuni piccoli comuni della Campania. A stabilirlo il nuovo piano di riorganizzazione dell’amministrazione della Giustizia e dei tribunali. Una ristrutturazione che coinvolgerà anche le sedi periferiche di Lacedonia e Calabritto, destinate in tempi brevi a chiudere battenti. Due sedi storiche che hanno segnato la vita di decine di generazioni di cittadini dei piccoli comuni di Monteverde, Bisaccia, Scampitella, Vallata, Caposele, “cancellate, offese e umiliate dalla logica fredda dei grandi numeri”. Una logica che in questo caso, sembra peraltro non trovare il consenso dei numeri, in quanto le pratiche svolte nelle due sedi superano ampiamente il numero minimo previsto. “Nonostante le belle parole – afferma il Portavoce dei Piccoli Comuni italiani Virgilio Caivano – la politica italiana persevera nella sua devastane opera di spoliazione dei servizi primari ai cittadini residenti nei piccoli Comuni. Le piccole comunità dell’Irpinia, della Baronia, del Sannio sono sottoposte ad un taglio selvaggio dei servizi come ampiamente dimostrano anche le scelte di eliminare le guardie mediche in decine di piccoli comuni”. Il piano di riordino e riorganizzazione del Ministero di Grazia e Giustizia in materia di Amministrazione della Giustizia e dei tribunali sembra seguire, dunque, la logica “le sionistica” dei diritti primari dei cittadini irpini e “nello stesso tempo non recupera risorse vere all’amministrazione dello Stato. Ancora una volta si mettono in campo i soliti giochi della cattiva politica per meri interessi di bottega elettorale. In Campania è ormai un dato strutturale cancellare diritti nei piccoli comuni, come è ampiamente dimostrato dalle scelte per le discariche, ai tagli alle guardie mediche ed ancora più grave ai criteri fortemente discriminatori per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi europei. Il Coordinamento dei Piccoli Comuni, sollecitato proprio dai cittadini, mobilita la pubblica opinione nazionale sulle vergognose azioni messe in campo a discapito delle famiglie che vivono nei piccoli comuni campani e chiede con forza e determinazione ai parlamentari italiani di ogni colore politico interventi ed interrogazioni nella aule parlamentari sulle scelte messe in campo dal Governo nazionale e regionale che mortificano, umiliano e destinano di fatto al declino le piccole comunità locali della Campania e delle aree interne in maniera particolare. Siamo pronti – conclude Caivano – a clamorose iniziative per impedire scelte dal sapore clientelare e poco utili ai cittadini”.
Il ‘favore’ di Vestuto e le perplessità di Sierchio
Il Comune di Montella manifesta, tramite una nota del sindaco Salvatore Vestuto, il proprio “parere favorevole alla proposta ministeriale”. Si tratta della risposta alla richiesta del Ministero della Giustizia di una opinione sull’eventualità dell’accorpamento dell’ufficio del giudice di pace di Calabritto all’ufficio di Montella. In questa prospettiva è dunque prevista a breve l’unificazione della mansione per i due comuni, come da articolo 2, comma 3, della legge 374/91. La notizia, tuttavia, suscita le perplessità di Giuseppe Sierchio, sindaco di Calabritto. “Al di là di uno sterile campanilismo che è assolutamente improduttivo – avverte il numero uno del comune altirpino – c’è una vera e propria questione logistica da tenere presente. Gli abitanti di Caposele, Senerchia e Teora, tutti paesi limitrofi al nostro, si troveranno a dover percorrere parecchi chilometri per raggiungere la nuova sede”. In quest’ottica è in preparazione una richiesta formale da parte dei Comuni succitati allo scopo di indurre una riconsiderazione della questione.
