Buona sanità: donna affetta da patologia partorisce grazie ai medici

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NOLA – Una storia a lieto fine per una mamma e il suo bambino. La giovane donna, affetta da una gravissima patologia cardiaca ha dato alla luce, con parto cesareo alla 33esima settimana, il piccolo Biagio, suo secondo figlio  «Mamma e bambino stanno bene, un esempio di buona sanità con un’operazione di routine che avrebbe potuto essere fatale se mal eseguita», è soddisfatto il professore Carmine Malzoni dopo l’intervento, eseguito in équipe presso la clinica di viale Italia. La donna, Giovanna Sommese 35 anni originaria di Nola, secondo quanto appreso dal ginecologo, Antonio Picariello, cui si era rivolta agli inizi di luglio, è affetta dalla nascita da una grave patologia, la stenosi aortica, che avrebbe potuto portare alla morte improvvisa poiché in gravidanza ha raggiunto un grado elevatissimo, il doppio rispetto ai livelli riscontrati nello scorso mese di maggio quando, al sesto mese di gravidanza, ha scoperto la malattia: «Una patologia cardiaca severissima, che la signora ignorava di avere, non compatibile con la gravidanza – sottolinea il ginecologo – una situazione rischiosa gestita di solito da strutture ospedaliere di altissimo livello che dimostra l’efficienza della clinica in grado di far fronte ad un’emergenza come questa. La gioiosa meraviglia negli occhi della mamma ci inorgoglisce». Proprio la gravità della situazione, peggiorata in seguito alle variazioni pressorie dovute allo stato interessante della donna, ha spinto i medici del precedente nosocomio dove la donna era in cura, a consigliarle di recarsi in una struttura più attrezzata. Di qui il trasferimento presso la clinica avellinese dove la donna è stata presa in cura e ricoverata lo scorso 15 luglio. Un risultato positivo conseguito grazie ad un lavoro di equipe che ha consentito di tenere sotto controllo ogni aspetto e rischio procedurale: «Grazie ad ecocardiogrammi seriati e valutazioni sui gradienti transaortici di base molto elevati – spiega il cardiologo Ernesto Capozzi – abbiamo fatto fronte all’alto rischio procedurale del cesareo con un’ottima interdipendenza tra la gestione cardiologica, ginecologica e anestesiologica e il professore Malzoni che ha eseguito l’operazione. La signora ha partorito secondo tutti i crismi della sicurezza dopo un attento studio cardiologico e una successiva ottima gestione cardio-ginecologica. Una interdisciplinarietà importante tipica delle linee guida della medicina dei Paesi anglosassoni, possibili anche qui». Il piccolo, nato prematuro ma in perfette condizioni fisiche, è venuto così alla luce senza alcuna complicazione: «Quando ci si trova di fronte a casi di questo tipo – conclude il primario di Anestesia e Rianimazione, Sergio Pascale – è compito del rianimatore raccogliere i pareri del cardiologo e del ginecologo e scegliere poi il tipo di anestesia e dare le indicazioni per il parto. Uno studio attento del caso e una puntuale esecuzione del trattamento hanno consentito di avere un’evoluzione tranquilla dell’intera degenza avvenuta, per precauzione, in terapia intensiva». Una storia a lieto fine della buona sanità. Felice e serena la mamma che ad inizio della prossima settimana, dopo una regolare degenza, sarà tranquillamente dimessa mentre il piccolo Biagio potrà lasciare il nido tra un paio di settimane: «Mi sono sentita davvero al sicuro».

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