Bullonerie Meridionali: Vescovini ‘blocca’ i macchinari

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Sant’Angelo dei Lombardi – Bullonerie Meridionali: l’Irpinia vince a metà. Ad aggiudicarsi l’intero apparato strumentale dell’impianto di Lacedonia è stata una società friulana attiva nel settore bulloneristico. Si tratta del gruppo Vescovini, azienda che produce un fatturato annuo che si aggira intorno ai duecento milioni di euro. Un nome, insomma, una garanzia. Si spera per la provincia. L’impresa friulana si è assicurata i macchinari della struttura altirpina per 4 milioni e 200 mila euro. Il doppio della base d’asta fissata (2 milioni). Presupposto che lascerebbe intendere un forte interesse da parte di Vescovini nei confronti dell’indotto irpino. Anche se, la mancata assegnazione dei capannoni, lascia l’amaro in bocca a chi sperava nel “colpaccio”. E ad asta conclusa, il bilancio accontenta moderatamente i sindacati. “Senza esultare – spiega il segretario della Fim-Cisl, Giuseppe Zaolino – siamo convinti che i beni strumentali delle Bullonerie Meridionali siano andate in mani giuste. Resta la delusione per i capannoni che lasciano aperta la possibilità per il gruppo friulano di trasferire le strumentazioni al Nord. Ciononostante, la forte attenzione mostrata da Vescovini, già dalle prime ore post-fallimento, sia professionale che economica, potrebbe indicare l’interesse della società ad investire in Irpinia”. In poche parole: “Operando già nel settore ed acquisendo gli impianti, si potrebbe presumere che voglia aprire un tavolo con Provincia e Asi per il rilancio del comparto bulloneristico provinciale”. In caso contrario, i macchinari irpini spiccherebbero il volo verso altri lidi. Lasciando a bocca asciutta le aspirazioni, locali, di sviluppo. “Una ipotesi sciagurata – sentenzia Zaolino – che condannerebbe il futuro industriale dell’Irpinia. Noi continueremo la nostra battaglia al fianco dei lavoratori. Per il resto, tocca ad Asi e Provincia uscire allo scoperto”. (di Marianna Morante)

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