Avellino – “Il CdA dell’Asa S.p.A. riunitosi presso la sede legale di viale Italia, ha provveduto alla nomina del nuovo consigliere individuato, all’unanimità, nella persona di Angelo Romano”: la nota di reintegrazione dell’ex sindaco di Avellino alla carica di Presidente dell’Asa resta carta straccia.
Romano, “pur apprezzando gli attestati di stima, la fiducia espressa verso la mia persona ed il mio operato”, ha sciolto la riserva in senso negativo, “poiché non sussistono le condizioni politiche, ambientali e giuridiche per continuare il mio impegno alla guida della società”. “Mi preme manifestare – ha spiegato – al segretario provinciale del Partito Democratico, Caterina Lengua, come anche al responsabile del dipartimento degli enti sovracomunali del Pd, Lello De Stefano, apprezzamento per l’opera svolta e per l’impegno profuso nel ricomporre lo strappo consumato in seno al CdA dell’Asa.
Devo però sottolineare, e questo è il frutto di un ragionamento intimo maturato nel corso degli ultimi giorni, come l’opera nobile di costruzione di un partito e di una nuova classe dirigente in Irpinia, portata avanti dal segretario del Pd, venga vanificata dall’azione di “figuri collaterali” al Partito democratico, che talvolta manifestando ostilità, altre volte avendo a riferimento interessi personalistici ed altre volte ancora, essendo questi avvezzi ad “accordi di pianerottolo”, determinano lontano dalle stanze degli apparati, la vera linea politica e di gestione del partito democratico in Irpinia”.
Una analisi che va addirittura oltre e porta Romano a “riconsiderare la mia iscrizione ed appartenenza al Partito Democratico. Pertanto, da questo momento rimetto la tessera che con convinzione ho sottoscritto dopo l’esaltante esperienza della scorsa campagna elettorale. Purtroppo, il mio rigore morale, il mio curriculum di amministratore della città e la mia più intima convinzione, non mi consentono di essere organico a dinamiche lontane dalla mia forma mentis di amministratore.
Non invidio affatto al segretario provinciale del Pd, il ruolo che dovrà ricoprire, augurandole buona fortuna e buon lavoro ed avendo avuto modo di apprezzarne la gentilezza e correttezza dei metodi, come il costante riferimento a principi di moralità e rettitudine. Principi, che però, non sono comuni a tutti i livelli del Pd, che sono soliti immaginare la politica come l’ambito in cui dare corso ad accordi trasversali, solo per un tornaconto personalistico.
Come già ho avuto modo di riferire al presidente del consiglio comunale di Avellino, al quale va la mia stima ed i miei più sinceri ringraziamenti, la mia esperienza amministrativa e politica è di fatto finita laddove è iniziata, e cioè a palazzo di città, dove ho avuto modo di riferire, con tutti i rappresentanti politici, nel corso della conferenza dei capigruppo, le ragioni e le motivazioni che mi hanno costretto a lasciare il mio incarico.
Pertanto, le notizie acquisite, in via non ufficiale, ma solo attraverso gli organi di informazione, che vorrebbero la mia riconferma alla guida dell’Asa S.p.A, non trovano riscontro nel mio gradimento, in quando intendo rinunciare ad ogni nomina e attribuzione di cariche in seno al CdA dell’Asa.
Colgo l’occasione per rivolgere senso della mia gratitudine al personale dell’Asa ed a quanti mi hanno collaborato con lealtà e spirito di sacrificio”.
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