Bonito ricorda Federico Cassitto: politico ed economista

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Bonito – Si prospetta di grande interesse il convegno che si terrà domenica 15 marzo a Bonito, e che ha per oggetto Federico Cassitto e la sua famiglia.
Organizzato dall’Amministrazione Comunale, presso la Sala consiliare, alle ore 17.30, oltre al Sindaco Antonio Zullo, il convegno vedrà la qualificata partecipazione, di Virgilio Iandiorio, Preside dell’Istituto di Istruzione Superiore di Pietradefusi, Michele Sisto dell’Università degli Studi del Sannio, e Francesco Barra, Docente di storia moderna presso l’Università degli Studi di Salerno.
Saranno presenti istituzioni civili e religiose e il sindaco di Alberona (FG).
Il convegno sarà affiancato da una mostra sulla famiglia Cassitto, curata da Valerio Massimo Miletti, in cui verranno esposti libri, fotografie, documenti, opuscoli e scritti originali, cortesemente messi a disposizione da privati collezionisti, riguardanti numerosi membri della famiglia.
La manifestazione, fortemente voluta dal consigliere David Ardito, vuole essere un doveroso tributo ai Cassitto e ad un personaggio straordinario, vissuto tra il XVIII ed il XIX secolo, che vide travalicare la sua fama ben oltre i ristretti confini del suo paesino natio.
Nato a Bonito, infatti, nel 1776, ma discendente da un’importante famiglia, Federico Cassitto fu un personaggio poliedrico, dai mille interessi. Avvocato, politico, carbonaro, funzionario pubblico, economista, poeta, botanico: una vera miriade di sfaccettature. Fu un personaggio estremamente moderno e precursore dei suoi tempi; lungimirante ed acuto osservatore degli usi e costumi dei contadini, studiò tutte le possibilità per migliorare loro la vita, agevolando le coltivazioni ed introducendo istituti rivoluzionari, quali, ad esempio, la mezzadria.
Il personaggio è ben ricordato senz’altro ad Avellino, che gli ha intitolato una strada. Nel capoluogo il Cassitto fu promotore, tra l’altro, dell’istituzione dell’Orto botanico e della nascita della Reale Società Economica, di cui fu segretario per diversi anni.
Bonito, invece, non gli aveva mai dato il giusto riconoscimento. Il paese non si era mai fatto promotore di alcuna manifestazione che lo riguardasse.
L’occasione, invece, è giunta ora su un piatto d’argento, con il restauro, effettuato dall’Amministrazione Comunale, di un olio su tela che lo raffigura. E’ uno dei pochissimi ricordi degli arredi e delle suppellettili del palazzo Cassitto, acquistato nel 1898 per farne la Casa Comunale.
Il recupero, effettuato con la supervisione della Soprintendenza di Avellino, ha riportato alla luce l’aspetto del gentiluomo, quasi del tutto cancellato. La tela, mal conservata e è ritornata ora alle origini, restituendo alla comunità bonitese il volto di un personaggio che tanto fece per lo sviluppo agrario del suo paese e della provincia.

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