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Ma Avellino è pronta per diventare la nuova Pesaro?.
“Questo dipende da Avellino – dice il coach -. Bisogna rendersi conto che avere il nome della propria città che gira per le più importanti capitali europee è un vantaggio enorme da non sottovalutare. La società, che fino ad oggi ci ha garantito una serenità e una professionalità invidiabili, avrà bisogno di ulteriori aiuti. Non possiamo pensare che Ercolino sia costretto a chiudere i cantieri o Preziosi sia costretto a vendere i pullman per garantire un team da Eurolega. A questi standard lo sforzo economico è alto, c’è bisogno di almeno 12 giocatori di livello e di una serie di servizi fondamentali. L’importante – continua – è che si capisca che questo non deve rimanere il classico ‘miracolo’ isolato, ma deve essere la base per programmare e costruire qualcosa di serio e importante. L’esempio di Napoli è a pochi passi da noi, dove un grande presidente come Maione ha dovuto sopportare l’umiliazione di uno sciopero dei giocatori”.
E per Boniciolli, tra la gioia di partecipare alla prossima Eurolega e il lavoro per allestire una squadra competitiva, che estate sarà?
“Il lavoro non mi spaventa – chiosa il coach – da mesi sto parlando con gli agenti e visionando cassette di possibili innesti. Paradossalmente, è più facile fare il mercato ora, perché prima per alcuni venire ad Avellino era l’ultima spiaggia, ora sono gli agenti a chiamare me per mandare i propri giocatori qui, dove avrebbero gli occhi dell’Europa e degli scout Nba puntati addosso. Deve esser chiaro che bisogna costruire un progetto solido e chiaro, abbiamo tutto il tempo per farlo e questo è un vantaggio. Indipendentemente dal mio ruolo, Avellino dovrà essere in grado di partecipare dignitosamente all’Eurolega e con un progetto alle spalle, con un palasport adeguato e una società forte. Non possiamo permetterci di andare allo sbando, come il campagnolo che arriva per la prima volta nella grande metropoli: sarebbe un disastro”.