Bomba a Ranucci, Passariello era stato arrestato qualche giorno fa per spaccio

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BAIANESE- Antonio Passariello, il cinquantatreenne di Mugnano del Cardinale finito in carcere per avere piazzato la bomba scoppiata davanti casa del giornalista Sigfrido Ranucci era stato arrestato solo qualche giorno fa dai Carabinieri del Norm di Baiano, che lo avevano bloccato per strada ad Avella con undici dosi di crack per un peso di circa 5 grammi. Il Gip del Tribunale di Avellino lo aveva spedito agli arresti domiciliari dopo l’udienza di convalida. Ed era a Cicciano, dove questa mattina all’alba e’ scattato il blitz dei Carabinieri coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Ma ecco chi sono i quattro indagati, tutti originari del Baianese, coinvolti nell’azione intimidatoria con esplosivo da cava contro il giornalista Sigfrido Ranucci. Si tratta di quattro profili criminali legati da evidenze più recenti, prevalentemente alle attività di spaccio di sostanze stupefacenti. A partire proprio da Antonio Passariello, e non solo per l’ultimo arresto. Il cinquantatre’ anni, residente a Mugnano del Cardinale ma di fatto da tempo trasferito nelle Gescal di Cicciano, dove era sottoposto agli arresti domiciliari e suo figlio Pellegrino D’Avino, ventisette anni, con una fedina penale già caratterizzata da diversi precedenti. Come ricostruito dalle informative dei Carabinieri e nella richiesta di misura firmata dal pm della Dda di Roma Villani, Passariello delinque ininterrottamente dall’anno 1993, riportando condanne anche per reati gravissimi e di ogni genere: violenza sessuale di gruppo (art. 609-octies c.p.), sequestro di persona (art. 605 c.p.), rapina aggravata (art. 628 c.p.), lesioni personali (art. 582 c.p.), estorsione (art. 629 c.p.), incendio (art. 423 c.p.), sfruttamento della prostituzione (L. 75/1958), evasione (art. 385 c.p.) e resistenza a Pubblico Ufficiale. Un rilievo particolare ha assunto nelle indagini il precedente per incendio, che secondo il Gip “evidenzia una specifica familiarità con l’impiego di mezzi insidiosi e distruttivi, pienamente coerente con l’attuale ipotesi investigativa”. Tra il 2024 e il 2026 Passariello ha collezionato altre denunce per truffa (art. 640 c.p.), furto (art. 624 c.p.) e minacce (art. 612 c.p.), oltre a una sistematica violazione delle disposizioni del codice della Strada (guida senza patente, veicoli privi di assicurazione, reiterati sequestri).
D’Avino Pellegrino, figlio di Passariello, ha vari precedenti di polizia, a partire dalla
rissa (art. 588 c.p.), reato per il quale risulta segnalato in più occasioni (2017 e, più recentemente, ottobre 2023). A suo carico c’e’ una segnalazione recentissima (novembre 2025) per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/1990), reato per il quale è stato destinatario del decreto di perquisizione e sequestro da parte della Procura della Repubblica di Avellino e una segnalazione per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 D. Lgs. n. 74/2000) Anche a suo carico ci sono numerose violazioni del codice della Strada. Mutone Saverio, non ha condanne ma una sequenza di segnalazioni per stupefacenti (2005, 2006, 2008, 2017). De Filippis Marika, compagna di D’Avino Pellegrino non ha precedenti penali, ma anche nella vicenda, soprattutto in quello che gli inquirenti ritengono un “silenzio comunicativo” ha avuto un ruolo importante.