Torino – Alcuni esponenti sindacali sembrano “… vivere in un altro mondo”. Lo ha affermato l’a.d. del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, durante l’assemblea degli azionisti riunitasi in mattinata sotto la direzione del presidente Luca Cordero di Montezemolo.
“Neanche di fronte al crollo del mercato abbiamo ceduto a soluzioni radicali – ha detto Marchionne – nel 2009 abbiamo fatto 30 milioni di ore di cassa integrazione per evitare i licenziamenti. I toni e i comportamenti di alcuni esponenti sindacali invece mi danno l’idea che queste cose non siano state capite o apprezzate volutamente. Chiedere soluzioni incompatibili con la crisi significa vivere in un altro mondo”.
Dopo il piano presentato a dicembre, continua Marchionne “… ai sindacati abbiamo chiesto condizioni minime per poterlo realizzare, specialmente in fatto di flessibilità, ma purtroppo ci scontriamo con ostacoli continui. Dichiarare il blocco degli straordinari, come è successo alla Cnh di Modena, oppure bloccare l’uscita dei materiali, come è accaduto alla Fma di Avellino, non mi pare un atteggiamento molto collaborativo. Rigidità di questo genere non pesano solo su chi gestisce un’impresa, ma influenzano anche il modo in cui il nostro paese si presenta agli investitori esteri. Se si vuole una grande industria dell’auto in Italia è necessario comportarsi di conseguenza”.
Sulla Cassa integrazione Marchionne ha ricordato che i fondi usati dall’azienda per garantirla ai propri lavoratori provengono dai contributi che la stessa Fiat ha versato negli anni. “E’ bene ricordare che dal 1999 al 2008 – ha detto l’amministratore delegato – la differenza tra quanto il nostro gruppo ha versato all’Inps e quanto è stato utilizzato per il sostegno dei lavoratori è nettamente a favore dell’istituto di previdenza; tenendo conto anche del 2009, uno degli anni più pesanti, il saldo per l’Inps resta ancora largamente positivo, oltre 200 milioni di euro”.
Tuttavia l’amministratore delegato della Fiat ha dato ampie assicurazioni in particolare sul futuro di Pomigliano d’Arco che, ha detto, diventerà il secondo più grande stabilimento italiano entro 3 anni: “Il programma più rilevante è quello su Pomigliano d’Arco. La nostra attenzione per l’Italia non si ferma. Aumenteremo in modo significativo la produzione di autovetture in Italia”.
Delle prospettive generali ha parlato Montezemolo, che si è dimostrato fiducioso per il 2010: “La fase peggiore e più drammatica l’abbiamo lasciata alle spalle e iniziamo a intravedere una ripresa che sarà lunga e lente. Il gruppo Fiat è in buone condizioni. Anche per la Fiat – ha proseguito – il 2009 è stato un anno complicato, in tutti i settori, in particolare per i veicoli industriali e le macchine movimento terra. L’azienda ha saputo reagire con velocità raggiungendo e addirittura superando gli obiettivi che c’eravamo prefissati”.
