Bisaccia – 101 scioperanti contro la chiusura del Di Guglielmo

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Bisaccia – La carica dei 101 in difesa della Sanità in provincia di Avellino riparte da Bisaccia. Cento hanno manifestato la volontà di attuare lo sciopero della fame per protestare contro la chiusura del proprio ospedale, vero esempio di eccellenza in campo sanitario e presidio di grande importanza per il proprio territorio.
Ad issare il vessillo della protesta, a governare lo sciopero della fame contro il piano sanitario regionale sarà il sindaco di Sperone Salvatore Alaia che costituirà il valore aggiunto di questa forma civile di battaglia per il diritto alla salute, il centunesimo cittadino di Bisaccia come lo stesso ama definirsi.

La decisione dello sciopero della fame da parte dei cento cittadini di Bisaccia oltre al sindaco Alaia, è nata dalla consapevolezza di dover difendere a tutti i costi ciò che, per tanti anni, ha rappresentato non solo un riferimento sanitario di primaria importanza per i territori dell’altra irpinia oggettivamente distanti da Avellino, ma che oggi costituisce il baluardo della propria identità e della propria dignità che non può essere svilita dalle decisioni del piano sanitario regionale che indiscriminatamente ha inteso penalizzare anche quelle realtà che finora hanno costituito un modello di gestione corretta ed efficiente.

A sostegno alla protesta nonché a rafforzare il convincimento di una battaglia giusta e legale è la risoluzione del Consiglio Provinciale di Avellino che riunitosi in seduta straordinaria domenica scorsa ha disapprovato, all’unanimità, l’ipotesi di chiusura dell’ospedale di Bisaccia chiedendo alla Regione Campania limitatamente alla struttura bisaccese un’espressa deroga analogamente a quanto previsto per le isole, in quanto zona geograficamente disagiata e di confine.

Ormai il fermento è alto e la gente di Bisaccia è pronta a riprendere lo sciopero della fame, la battaglia del diritto laddove la stessa si era fermata. E questa volta con rabbia e determinazione perché le ragioni vere, quelle legittime devono trovare una risposta concreta da parte del riferimento istituzionale primario, la Regione Campania, che non può rimanere passiva di fronte ad una situazione grave ed iniqua.

“La nostra protesta riparte con una nuova forza, con una diversa determinazione perché oltre al sottoscritto altri cento saranno al mio fianco per esprimere un dissenso forte e che vuole contestare, con un’azione straordinaria, la strategia di intervento e le scelte metodologiche alla base della definizione del piano sanitario regionale che penalizza i territori, che offende e mortifica la grande dignità dell’irpinia ed in special modo di Bisaccia terra di grande laboriosità e di eccellenza – ha dichiarato Salvatore Alaia che prosegue – La nostra sarà la voce che intende dare un senso ad una vicenda che non può perdersi nei meandri della volontà politica regionale che non dimostra la necessaria attenzione per le zone interne e disagiate dell’irpinia che vivono con grandi difficoltà la propria condizione territoriale. Il Presidente Caldoro deve necessariamente riaprire il dibattito sul piano di razionalizzazione della spesa sanitaria e riequilibrare le scelte con una valutazione obiettiva ed oggettiva delle criticità legate appunto ai territori. Io sarò sempre con la gente di Bisaccia per difendere ad oltranza i loro diritti costituzionali, sacrosanti e legittimi, e qualora, insieme non dovessimo avere riscontro, sposteremo la nostra battaglia direttamente presso la sede della Giunta Regionale della Campania in Via S. Lucia dove ci accamperemo con le tende fino a quando la nostra voce non sarà ascoltata”.

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