Biodigestore Chianche, Sarno (M5S): “Un’area di pregio non può ospitare la monnezzza. Scelta da rivedere”

Biodigestore Chianche, Sarno (M5S): “Un’area di pregio non può ospitare la monnezzza. Scelta da rivedere”

14 Luglio 2020

“Rivolgo un invito alla responsabilità, alle istituzioni regionali e provinciali preposte, che la scelta di realizzare un impianto industriale di trattamento dei rifiuti solidi urbani a Chianche non sia definitiva”. Lettera aperta di Maura Sarno, candidata alla Regione Campania con il Movimento 5 Stelle.

“Chiedo, pertanto, di rivedere con urgenza la scelta appena fatta, perché essa non tiene in considerazione un’area di pregio vitivinicola come quella del Greco di Tufo e non può e non deve diventare il luogo dove realizzare la filiera della “monnezza”. Non permetteremo l’introduzione dei rifiuti nelle nostre campagne ricche di storia e di tradizione”.

“Alla costruzione dell’impianto industriale dovrà seguire la realizzazione di infrastrutture al fine di dotare l’area di Chianche di una rete logistica a esso funzionale, che al momento risulta assente, ma che con la sua costruzione andrà a snaturare una volta per sempre tutta la sua vocazione agricola originaria che gli operatori del settore hanno costituito nel tempo, nel rispetto della natura fino a farlo diventare elemento di traino dell’economia locale”.

“La scelta di posizionare un biodigestore nelle terre Docg del Greco di Tufo – prosegue Sarno – significherebbe letteralmente distruggere questo settore strategico dell’economia irpina, già segnato dalle importanti restrizioni commerciali registrate dall’epidemia da Covid-19, con ovvie conseguenze negative che si ripercuoterebbero sull’intera filiera enologica sulla quale i nostri territori hanno scommesso il loro sviluppo socio-economico e quindi il futuro delle sue prossime generazioni”.

“Chiediamo, quindi, alla Regione Campania e all’Ato di Avellino, di non convalidare la scelta appena fatta e di valutare altre e migliori soluzioni, nella convinzione che non difendere gli interessi di un popolo e il futuro di un intero settore trainante dell’economia sarebbe la fine della politica e dell’autonomia istituzionale della Regione Campania e dei suoi Enti provinciali”.