Dal sindaco di Montoro Mario Bianchino riceviamo e pubblichiamo: ” La storia del tributo è storia di vessazione e di giustizia sociale e sono state tanti, nel tempo, i modi e le forme per condannare o giustificare l’entità del prelievo per far funzionare il sistema che reggeva la vita pubblica o per procurarsi vantaggi che andavano a sostenere il potere di chi maggiormente ne aveva la detenzione. Nei sistemi democratici il prelievo tributario è funzionale ai servizi che vengono resi al cittadino e, nei principi ispiratori, dev’essere effettuato sulla base di criteri di equità, progressività e ragionevolezza. Sono poi le leggi degli Stati a determinare sul piano applicativo i sistemi ritenuti più adeguati ad esercitare questa delicatissima e complessa funzione. Nel caso della TARI nel nostro Comune ci sono delle considerazioni da fare per avere nella massima chiarezza il quadro complessivo della situazione e, quindi, stabilire se l‘Amministrazione Comunale ha fatto tutto ciò che poteva fare nelle condizioni date e se ci sono stati vantaggi per il contribuente. Queste cose devono essere valutate come dati oggettivi e non di parte, diversamente assisteremmo ad altre contese che non riguardano la nostra civile Comunità né toccano minimamente l’equilibrio e la serenità di chi ha la responsabilità del governo locale. Questo tributo che riguarda la produzione dei rifiuti serve a coprire il costo dell’intero ciclo di smaltimento che va dallo spazzamento alla raccolta, al trasporto e allo smaltimento, ivi compresa la differenziata . Si articola in UTENZE DOMESTICHE e UTENZE NON DOMESTICHE. Per le prime i parametri di calcolo sono rappresentati dalla superficie e dalla composizione del nucleo familiare, per la seconde dai coefficienti fissati da norme nazionali che hanno un massimo ed un minimo. Benché si possa affermare che la tassa dei rifiuti, nel nostro Paese, sia in lizza per il titolo del più grande pasticcio della seconda Repubblica, sia perché in molte regioni il ciclo rimane aperto e pendente sia perché in molti casi, alla riduzione del rifiuto o all’innalzamento della percentuale della differenziata, non corrisponde un vantaggio reale per il contribuente. Noi dobbiamo essere realisti fino all’esasperazione e cercare di dare la risposta più positiva possibile al cittadino nelle condizioni date. Questo è il compito di chi amministra. Gli altri, poi, faranno la loro parte in modo responsabile, se lo sono, o fomenteranno un disagio che nella situazione di crisi generale che viviamo va rispettato nel silenzio e nelle tante perplessità e preoccupazioni che si vivono nelle famiglie. Il passaggio alla TARI per le utenze domestiche ha determinato in media un vantaggio per la maggioranza dei contribuenti e questo è un dato rilevabile sempre agli atti d’ufficio. Per le utenze NON DOMESTICHE si è in presenza della strutturazione di una nuova tassa, che, in quanto tale, non può portarsi in analogia al vecchio e superato tributo della TARSU, perché siamo in presenza di fattori strutturali diversi nella loro composizione. Questa tassa, che tocca una platea del trenta per cento della base contributiva, sicuramente, se raffrontata alla precedente, è più alta e noi tutti vorremmo che non lo fosse per le note situazioni di difficoltà in cui versa il sistema economico generale. Se, al contrario, realisticamente raffrontiamo il dato con quello nazionale e con quello della fascia dei comuni del nostro Hinterland, in un areale pure vasto verifichiamo che siamo ai livelli impositivi più bassi. Nella tabella delle città, dove si paga di più questo tributo, noi siamo al di sotto degli ultimi (per importo più basso) anche nella stessa regione e questo è un dato molto significativo. Nella determinazione della tariffa per dette utenze era necessario tenere, come base di riferimento per le singole tipologie stabilite nella normativa nazionale, i coefficienti che sono fissati per ognuna di esse in una misura massima ed una minima. Il nostro Comune ha applicato la misura minima ed ha applicato sulla minima un ulteriore abbattimento del 25%. Oggettivamente, dovendosi mantenere l’equilibrio costi–tributi, il risultato non poteva essere ulteriormente alterato. Giova precisare che sia la percentuale delle utenze , come pure l’ipotesi di forme compensative tra le due tipologie delle utenze stesse, non sarebbe stata possibile senza incorrere in gravi errori e vizi di applicazione del tributo, già in alcuni casi censurati dal giudice tributario. Circa la prima riduzione, il Comune ha applicato un abbattimento sul costo, prima che si procedesse al riparto tra le utenze, di ottantamila euro prelevato dalle entrate correnti di quest’anno ed in particolare dalle maggiori entrate per trasferimento derivanti dalla fusione dei Comuni. Si precisa che, rispetto alla tariffa che risulta notificata alle utenze non domestiche, sul piano generale sono possibili diversi abbattimenti anche in notevole percentuale che sono opportunamente previsti nel regolamento oltre all’applicazione per casi di analogia. L’Amministrazione Comunale favorirà tutte le riduzioni possibili che per correttezza, bisogna dire, andavano evidenziate e provate al momento della denuncia di attività o in corso d’opera. Oggi anche a consuntivo sono previste determinate riduzioni. L’Amministrazione ha lavorato sul problema da quando si è insediata e se non ha potuto variare la base complessiva del carico tributario è stato perché non poteva modificarsi la dimensione del costo che si legava a rapporti negoziali in essere. Di questo era a conoscenza l’Associazione dei Commercianti, con la quale pure si è avuto un incontro al Comune. Questa è la situazione nella sua linearità e si lavorerà sempre per ridurre i costi ed ampliare la platea dei contribuenti che sono le sole basi di riferimento vere per la determinazione della tariffa. Intanto si lavora per l’applicazione di tutte le riduzioni che, come abbiamo spiegato, non era possibile abbattere al momento della previsione, atteso che vanno debitamente provate. Questa è la realtà della cose che si sono evolute nella massima trasparenza, correttezza verso l’utenza, partecipazione democratica e ragionevolezza tecnica ed umana fino alla definizione delle tariffe. Altro fa parte della mala politica, quella dell’aggressione verso presunti nemici, che non ci sono, verso comportamenti inventati per darsi un ruolo di protagonismo, quelli di solisti della politica e di sodali collaudati della maldicenza. Il populismo è una malattia infantile delle viscere sociali, che si associa allo sciacallaggio di circostanza. La nostra formazione profondamente democratica non ci ha mai portato a stare dalla parte della protesta e della reazione, che tende solo a rinfocolare rabbia sociale e creare rancori che non esistono e mai albergheranno in noi. Per noi il confronto politico è momento di espressione della civiltà dei rapporti tra le persone che tendiamo sempre ad esaltare nel rispetto di chi lo esprime. Perché quelli che gridano e soffiano sulla protesta non dicono chi di loro paga circa il 40% in meno rispetto all’anno scorso? E per chi non vive a Montoro, quanto paga per la sua abitazione in altro luogo? Sarebbe interessante saperlo. Noi lo sappiamo bene, come pure sappiamo tutti ormai quale platea di contribuenti non risulta censita, non consentendo così la giusta perequazione e l’affermazione del principio “pagare tutti per pagare meno”. Perché avvenivano queste cose a danno dei veri contribuenti montoresi. Su queste cose i rappresentanti della minoranza sono tutti d’accordo chiaramente e se non lo sono dicano a quale politica attribuire la responsabilità anziché associarsi al coro della protesta. Diciamo ancora per amore della verità che all’ex Comune di Montoro Inferiore dall’ultima Amministrazione in carica era stato commissionato uno studio finalizzato all’applicazione della TARES. Credo che il nome del Dr. Della Cola della Maggioli debba far ricordare qualcosa a qualcuno. Da detto studio non si rilevano significativi scostamenti, anzi, in non pochi casi è più vantaggiosa la tariffa che noi abbiamo applicato, soprattutto per i NON DOMESTTICI. Ebbene, cosa successe allora che benché avessero potuto, quelli che protestano, applicare la nuova tassa preferirono rinviarla utilizzando la norma dello slittamento all’ultimo minuto? Però potevano applicarla: preferirono che fossero altri a farlo. Le responsabilità , anche in momenti difficili, vanno affrontate e sostenute. Non si lascia la casa con le insidie disseminate ed in presenza del nucleo familiare di cui si ha la responsabilità. Questo per dire che sapevano quale era l’entità del nuovo tributo e che ogni recriminazione è solamente il derivato di avversità preconcetta che non ha motivo di essere. Noi continueremo a lavorare per il bene comune, consapevoli che la Comunità saprà comprendere le ragioni del nostro operato e la lealtà che sempre manifestiamo in ogni azione che si rivolge alle loro attese.
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