“Berlusconi come Pertini”: Rotondi, minacciato, si rivolge al Viminale

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Gianfranco Rotondi

Michele De Leo – “Ho doverosamente informato il Ministero dell’Interno delle plurime minacce ricevute a causa dell’opinione espressa sulla somiglianza tra Pertini e Berlusconi, peraltro limitata al loro desiderio di piacere”. Il parlamentare avellinese Gianfranco Rotondi si è reso protagonista, nei giorni scorsi, di una dichiarazione che ha suscitato numerose reazioni, anche forti. Con un post su Facebook, l’ex ministro ha sentenziato: “Berlusconi al Quirinale? Sarebbe simile a Pertini”.  Rotondi ha, poi, sottolineato – attraverso un’intervista –: “voglio solo dire che al Quirinale Silvio si dedicherebbe all’opera che più gli riesce: piacere. A Silvio piace piacere e la vetrina quirinalizia gli permetterebbe di esercitare con giusta grazia di Stato una attività per cui ha spontanea e innata propensione”. Il parlamentare di origini irpine era, però, già stato oggetto di numerose accuse, che lo stesso Rotondi attribuisce all’area grillina perché – sentenzia – “ritengono che Pertini sia loro e quindi la mia dichiarazione rappresenta quasi una bestemmia in chiesa”. Qualcuno, però, è andato oltre ed ha pensato bene di rivolgere minacce, anche pesanti, all’ex ministro del Governo di Silvio Berlusconi. “La goccia che ha fatto traboccare il vaso – spiega Rotondi ancora attraverso i social – è stata l’invocazione di un ritorno delle Brigate rosse. Da questo momento presumo che si aprirà un fascicolo di indagine su questa vicenda ed è un bene che sia così: penso che si sia passato il segno”. Molto probabilmente, come accaduto in passato, tanti di coloro che hanno minacciato l’ex ministro lo avranno fatto senza neanche pensare alle possibili conseguenze delle parole scritte. Comportamenti che, però, non sono ulteriormente tollerabili: tutti sui social sono liberi di esprimere le proprie opinioni ma ci vede essere la consapevolezza che la libertà di ognuno è pari a quella di tutti e che finisce dove comincia quella degli altri. Si può sicuramente criticare Rotondi per la sua uscita, si può sorridere rispetto alla sua affermazione, così come la si può condividere. Nessuno, però, può immaginare di insultare, offendere e tanto meno minacciare. Per questo, l’ex ministro ha fatto molto bene a rivolgersi al Ministero dell’Interno e chiedere l’apertura di un fascicolo di indagine.