Benedetto lavoro: difende il cervello da depressione e apatia

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Lavorare fa bene. E non solo al portafoglio. Un recente studio pubblicato sull’autorevole rivista Psychological Science ha dimostrato che non avere impegni fa letteralmente male alla salute. Secondo la ricerca, avere un’agenda fitta d’impegni e dover ragionare su problemi di carattere lavorativo fa bene molto più di una vacanza al mare senza fa nulla. Non di rado accade, infatti, che chi va in pensione si alza ogni mattina con la voglia di andare in ufficio.
Fin qui, forse, nulla di nuovo sotto il sole se non fosse che lo studio ha dimostrato che, oltre alla questione psicologica, l’inattività può creare un vero e proprio deficit neurologico che espone il cervello al rischio di depressione, angoscia, rabbia e apatia.
“L’iperattività – spiega lo psichiatra Alessandro Meluzzi – produce l’eustress, letteralmente il “giusto stress”, una sindrome di adattamento a qualsiasi evento perturbatore dell’equilibrio di un organismo. Questa reazione è molto importante, perché l’essere umano ha bisogno di vivere concentrato sul presente: avere molto tempo libero spinge a pensare al passato e al futuro, e a vivere rispettivamente nella nostalgia o nell’angoscia. Il lavoro ci costringe a vivere giorno per giorno, ed è questo il segreto della felicità”.
E dire che Nietzsche, alla fine dell’800, scrisse: “Per essere felice ognuno deve ricostruire se stesso ogni giorno con il lavoro”.

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