“Basta chiacchiere, senza impianti rischiamo l’emergenza rifiuti anche in Irpinia”. La Uil “chiama” la politica

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Simeone e Caso (Uil)

Alfredo Picariello – “Basta chiacchiere, servono impianti. Altrimenti sarà emergenza rifiuti anche in Irpinia”. La Uil scende in campo e, attraverso Luigi Simeone e Michele Caso, chiama la politica, in particolare i sindaci, ad un maggiore senso di responsabilità. “Gli impianti servono come il pane per chiudere il ciclo”, affermano. “Tra un mese e mezzo ci sarà il fermo, per manutenzione programmata, del termovalorizzatore di Acerra. Si rischia la paralisi. Occorrono impianti di compostaggio, così non si può andare più avanti”. La Uil fa capire che ormai l’impianto di compostaggio di Chianche è un’ipotesi tramontata. “Non ci sono più le condizioni e nemmemo le convergenze. Ma tutto questo è grave. Non possiamo continuare a portare in giro per il mondo i nostri rifiuti. La plastica, ad esempio, la Cina non la vuole più”.

Dunque, il grido di allarme si alza forte da parte del sindacato. Nemmeno la buona notizia, secondo cui la Tari ad Avellino tra il 2018 ed il 2019 sia sensibilmente diminuita (-7,8%, proprio in base ad uno studio nazionale commissionato dalla Uil), riesce a far dormire sonni tranquilli. “Irpiniambiente è un esempio positivo in tutta la nazione e, per questo motivo, deve essere blndata. Ma non è possibile assistere a Comuni che non pagano. 40 milioni di euro di crediti è una cifra incredibile. Il servizio offerto da Irpiniambiente è impeccabile, è sotto gli occhi di tutti. Ci sono lavoratori eccellenti, la nostra è tra le province più pulite. Sarebbe intollerabile vanificare tutto ciò”.

Ritornando allo studio di Uil e Uiltrasporti sulla tassa rifiuti, Caso fa notare come siano i Comuni del Nord a pagare di meno “proprio perché in queste città l’impiantistica funziona, si è chiuso il ciclo”.

La Uil chiede chiarezza sugli impianti. “Serve un atto di responsabilità da parte di tutti. Se non si decide sugli impianti, l’Ato non riesce a fare il piano industriale. Saremo presenti alla prossima riunione dell’Ato e, se necessario, faremo sentire forte la nostra protesta. Basti pensare che in Irpinia l’ultimo impianto realizzato è stato quello di Montella, nel lontano 2014. La politica faccia di più”.