Basket, Vitucci-Lakovic sul banco degli imputati: è l’ora di reagire

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Avellino – Se già prima della trasferta a Venezia la strada verso le Final Eight era in salita, a questo punto e vista quella che doveva essere la reazione (mentale) della squadra al Taliercio, la rincorsa della Scandone verso la Coppa Italia (primo obiettivo stagionale) assomiglia sempre di più alla scalata al Monte Everest. Chiaramente, l’appuntamento con la competizione tricolore è ancora alla portata della Vitucci band (anche perchè mancano 5 gare al giro di boa), quel che preoccupa – prima che il nome delle prossime avversarie dei lupi del basket – è l’atteggiamento remissivo con cui Spinelli e soci hanno affrontato questo primo scorcio di campionato.
“Bisogna che questa squadra cambi marcia prima possibile”, ha commentato Vitucci al termine del match perso contro Venezia. In realtà, tocca proprio al tecnico veneto dare il giusto cambio di rotta ai suoi e considerare un nuovo approccio alla gara, soprattutto in virtù di quanto fatto vedere dalla Scandone nelle ultime frazioni di gioco segnate da difese molto poco consistenti.

MOLLI NEI FINALI – Così come con Marques Green e Drake Diener a Sassari, Hackett nell’ultima gara in casa, Clark a Varese, Ragland a Cantù e Goss in casa (gara vinta) contro Roma, anche ieri Venezia – con Linhart – ha approfittato della fase di non possesso ‘ballerina’ della Sidigas, centrando due triple consecutive e spezzando ogni sogno di rimonta dei biancoverdi. Ma il risultato negativo al Taliercio non è maturato nell’ultimo quarto, bensì è stato il frutto di un match giocato con inconsistenza, per giunta, proprio a causa degli uomini migliori della Scandone.

IRRICONOSCIBILE JALE – E se una prova opaca di Ivanov oggi fa notizia, l’ennesima prestazione da segno ‘meno’ di Jaka Lakovic pare – purtroppo – non destare sorpresa alcuna. Lo sloveno resta la stella del gruppo avellinese anche se di stellare è rimasto ben poco. Ieri il referto diceva 5 punti in 32 minuti di gioco con 1/8 da tre; anche contro Siena l’ex iridato europeo col Barcellona aveva chiuso la propria gara con 3 soli punti in 22 minuti e 1/8 da tre. Che non sia più il giocatore dello scorso anno, visti gli acciacchi che continuano a perseguitarlo, è fuori da ogni dubbio; piuttosto fa riflettere il fatto come lo stesso non riesca ancora a trovare una sua dimensione nel gruppo, nonostante l’età anagrafica e il curriculum lo indichino come il più esperto e il più vincente. Siamo certi che un’altra franchigia – parimenti ambiziosa come la Scandone – avrebbe preso provvedimenti drastici arrivati a questo punto (ma lo stesso discorso può valere anche per il tecnico). Ma ad Avellino si è deciso di puntare sul binomio di successo Vitucci-Lakovic: nulla questio visto il potenziale sinora mai espresso, ma occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità prima che sia troppo tardi. (@antopirolo)

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