Roma – Sempre gli stessi errori, sempre le solite incertezze, sempre gli stessi sbagli sulle piccole cose condannano l’Air ad una sconfitta che, per quello che si era visto nei primi 30 minuti di gioco, poteva essere assolutamente evitata. La Scandone infatti ha condotto il match sin dai primi minuti, imponendosi con un bel gioco e una buona circolazione di palla, nonchè con una difesa molto attenta e pronta ad adeguarsi ad ogni quintetto messo in campo.
Ma 2-3 contropiedi presi dal tiro libero, palle perse banali, falli allo scadere dei ventiquattro secondi: sono questi gli errori tipo, banali e decisamente evitabili, che hanno alla fine indirizzato la partita verso Roma. A complicare tutto è arrivato il quinto fallo di un Travis Best fino ad allora dominante e decisivo. Senza di lui l’Air ha perso il faro-guida e si è sciolta nei 3 minuti finali dei tempi regolamentari e nei 5 successivi dell’overtime. Con Tusek non al top, condizionato forse anche dalla calorosa e commovente accoglienza che ha ricevuto dal pubblico di casa (per lui 4 anni in maglia Virtus) biancoverdi hanno trovato in uno scatenato Andrea Crosariol il ‘perno’ attorno al quale far girare tutti i meccanismi. L’ex Treviso è stato semplicemente stratosferico, in attacco come in difesa dove ha alterato tutte le scelte di tiro. Roma, orfana di Becirovic, ha trovato nella continuità di Jabeer e nell’assoluto stato di grazia di Jacopo Giacchetti l’arma per recuperare e vincere una partita che sembrava persa. La sconfitta in rimonta dei lupi comunque non va accomunata a quelle patite in casa con Udine e compagnia poichè maturata in maniera totalmente diversa. Quel che è certo è che ci sono degli errori, delle piccole cose, che vanno ancora limate. Interessante notare anche come questi errori vengano fuori sempre dopo le trasferte di eurolega, che evidentemente proprio per questioni di ‘orari’ (tra viaggi e pernottamenti) impediscono ai biancoverdi di preparare la partita al meglio. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno va comunque detto che la Scandone in attacco in alcuni frangenti ha mostrato un gioco completo e ricco di soluzioni, che la panchina ha dato comunque il suo gran contributo (soprattutto Cinciarini e Lisicky nel primo tempo) e che la difesa biancoverde sta diventando sempre più abile nell’obbligare gli altri a giocare contro le proprie tendenze, mostrando anche qui enormi segni di crescita.
La Cronaca: Roma parte con Jabeer, Jennings, De La Fuente, Gabini e Hutson, Avellino con Best, Cinciarini, Warren, Tusek e Williams. Nel primo tempo a farla da padrone è un Daniele Cinciarini ‘on fire’ che schioda la partita dalla parità (9-8 dopo 5′) e apre un parzialone che permetterà a lui di segnare ben 11 punti e ai suoi di andare sul +6 alla fine del quarto (18-24 dopo 10′). L’Air comincia bene anche la seconda frazione, con una difesa enciclopedica di Crosariol e compagni che tiene Roma a percentuali disastrose dal campo, mentre i lupi in attacco possono correre grazie al quintetto di ‘nani’ messo in campo da Markovski (23-32 dopo 15′). Roma torna sotto con un parziale di 7-0 ma Lisicky entra in scena con un paio di giocate che mandano in visibilio il foltissimo gruppo di irpini giunti in Capitale. Con Pistol Pete, Williams e Porta l’Air vola sul +13 (30-43 dopo 18′) e grazie all’ottimo gioco espresso dà la sensazione di avere la partita in pugno. Gli ospiti commettono qualche banale ingenuità sul finire del tempo e regalano punti pesanti a Jabeer, che fa chiudere il primo tempo sul 36-45 Avellino. Nella terza frazione i lupi cominciano davvero bene, tanto da riuscire a portarsi sul +14 con Crosariol e Best (41-55 dopo 25′). Jabeer continua però a martellare il ferro, accompagnato questa volta da un Giacchetti che pare scaldare i motori per il gran finale. Cinciarini a fil di sirena commette una grossa ingenuità e regala 3 liberi a Jabeer e Roma si avvicina al quarto periodo sotto di soli 5 punti (59-64 dopo 30′). Nel quarto periodo è un super Giacchetti a fare la differenza e Roma torna addirittura in vantaggio (71-69 dopo 35′). Markovski rimanda in campo Best, con quest’ultimo che riaddrizza la partita per i lupi. Con lui in campo il risultato sembra al sicuro, ma ancora un ingenuità spinge Best a commettere il suo 5 fallo, lasciando i suoi senza play e senza leader in un finale al cardiopalma. Giacchetti e Hutson tengono Roma a galla, mentre Diener dalla linea del tiro libero fa 3/4, fermando la partita sull’80-82. Nell’azione successiva Porta giustamente commette fallo su Brezec, ma gli arbitri (come già accaduto a Le-Mans) sanzionano un fallo antisportivo accettabile a termini di fiscalissimo e strettissimo regolamento ma davvero evitabile. Brezec fa 2/2 e così si arriva all’Overtime sull’82 pari. Senza Best Avellino sbanda, mentre Datome indirizza subito la partita con una tripla in apertura di supplementare. Roma mantiene altissima l’intensità, Avellino rincorre fino alla fine con addirittura un canestro di 3 punti di Crosariol, ma non basta.
Piccole banalità condizionano la prova dei lupi che lasciano così il Palalottomatica sconfitti per 93-90 e senza 2 punti che sarebbero stati pesantissimi. Roma con questa vittoria fa un passo decisivo verso il secondo posto, mentre i lupi ora saranno costretti a vincere il derby casalingo con Caserta per avere la certezza della partecipazione alle Final8.(Giu.mat)
(18-24; 36-45; 59-64; 82-82; 93-90 dopo Overtime)
Lottomatica Roma: Giacchetti 18, Gigli 2, Tonolli, Hutson 11, Casale, Jennings 8, Brezec 13, Datome 8, De La Fuente, Gabini 8, Jabeer 25.All: Gentile.
Air Avellino: Warren 9, Radulovic 2, Porta 8, Best 14, Cinciarini 13, Crosariol 18, Lisicky 8, Iannicielli, Tusek, Williams 8, Diener 9.All: Markovski.
