La storia è sempre la stessa, cambiano i personaggi, si raggiungono imprese sportive importanti che si festeggiano con grandi sorrisi, fuochi d’artificio e feste, ma poi alla fine quando comincia davvero a contare tutti scappano. La questione sponsor è ancora in alto mare, anzi per la verità sembra davvero molto critica al momento. Preziosi e l’Air non sciolgono le riserve, i tifosi adesso hanno paura e come ogni anno sono costretti a scendere in campo. Su tutti il cuore della curva, gli Original Fans, che di strada in questi anni ne hanno fatta. Una volta hanno raccolto petizioni e se non fosse stato per loro due stagioni fa Giuliani non sarebbe mai stato cacciato. Hanno organizzato assemblee popolari, chiesto l’intervento delle istituzioni e di imprenditori affinché salvassero la Scandone e realizzato l’unico playground della città. Tutto questo per amore di questo sport e di questi colori. Ancora oggi i supporters biancoverdi sono costretti a scendere in piazza. Si stanno mobilitando per organizzare con l’aiuto del presidente del Coni Giuseppe Saviano, un’assemblea pubblica. Rimane ancora da stabilire la data si parla di sabato mattina. Nella riunione i tifosi proveranno a sensibilizzare le autorità, cercando di trovare qualcuno che sponsorizzi la Scandone. L’Air non può essere l’unica ad accollarsi le spese e questo è un dato di fatto, come del resto non dovrebbero essere i tifosi a cercare lo sponsor o a chiedere l’intervento delle autorità. Molti spesso hanno detto che la Scandone è un bene di tutta la provincia, che deve essere tutelato. Peccato che alle parole non rispondano i fatti. Si rischia di perdere un qualcosa che negli ultimi anni ha portato in alto il nome di Avellino, che è salita alle cronache nazionali non solo per i problemi legati alla spazzatura e per le vicende comunali, ma anche per le vittorie ottenute sul parquet. Adesso è il momento di capire se la pallacanestro può avere un futuro radioso, altrimenti sarà meglio lasciare stare e ricominciare tutto da capo. Forse ha ragione chi dice che la serie A per questa città è un lusso che non meritiamo. Se dovessimo sparire dal grande basket la colpa di chi sarà? Intanto il tempo passa e l’8 giugno è sempre più vicino. (di Giovanni La Rosa)
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