Sidigas Avellino, Banco di prova superato a pieni voti

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Come reagirà la Scandone alla sconfitta in coppa Italia contro Milano? Le fatiche della coppa si faranno sentire? Gli acciaccati della settimana avranno recuperato le loro forze fisiche e le energie mentali? Come si affronta una squadra così forte e profonda come Sassari?

Queste sono solo alcune, delle tante domande, che molti addetti ai lavori si sono posti durante la vigilia della gara tra la Sidigas Avellino e il Banco di Sardegna Sassari.

Molti aspettavano la Scandone al varco per misurarne la propria attitudine contro una squadra che, nonostante le difficoltà degli ultimi tempi, resta una delle più accreditate sulla carta per la vittoria del tricolore, curiosi di vedere la reazione del team avellinese dopo l’amara finale di coppa Italia persa contro la corazzata Armani Milano.

Proprio per questo motivo che il match contro i campioni d’Italia della Dinamo Sassari, è stato un grande Banco di prova, per svariati motivi, per gli uomini di Sacripanti.

Certamente non è stata la miglior partita della Scandone: il gioco biancoverde non ha funzionato alla grande come le ultime esaltanti prove di Coppa e campionato; le palle perse (17), ancora una volta potevano costare caro alla squadra di Sacripanti che ha avuto il merito di restare sempre attaccata alla partita anche nei momenti più difficili, quando pareva che i padroni di casa erano sul punto di mettere la freccia per il sorpasso decisivo.

La Sidigas ha dosato le forze per tutta la gara per poi restare lucida e concentrata quando occorreva portare a casa i due punti.

Sassari non è riuscita ad approfittare della poco lucidità del roster avellinese in alcuni spezzoni della gara e a tratti sembrava che la squadra ad aver disputato il tour de force nei giorni passati fosse stata proprio quella guidata da coach Calvani che, dopo l’esonero di Sacchetti, pare non aver ancora trovato il giusto assetto di gioco. In una serata in cui il talento cristallino di Logan non ha particolarmente brillato è stato Akognon a creare diversi grattacapi a Ragland & co. Alla fine del primo tempo il nuovo play sassarese aveva realizzato 21 punti quasi la metà dei 50 con cui Sassari aveva chiuso i primi due quarti. Dopo l’intervallo la mossa tattica di Sacripanti di adottare una difesa zona 2/3 è risultata decisiva sia per limitare la trance agonistica di Akognon, sia per dare maggiore respiro a tutto il roster biancoverde.

Nei momenti caldi, Avellino ha fatto valere tutta la sua forza e solidità; una squadra sempre più matura che ha imparato a gestire le fasi cruciali delle partite dopo le nefaste prove di inizio stagione in cui la Sidigas, dopo aver condotto le gara in lungo e in largo, gettava la spugna sul più bello.

Acker, nel match del Pala Serradimigni, è stato un vero e proprio trascinatore. Con i suoi 19 è stato il migliorb realizzatore dei lupi ed è stato lui a togliere le castagne dal fuoco nei momenti più difficili per la sua squadra. Un Acker in queste condizioni potrà essere un fattore determinane per il finale di stagione della Sidigas.

In un match in cui Green è apparso sottotono e affaticato è stato Ragland l’uomo decisivo in cabina di regia. Il play ex Cantù è stato autore di un’altra prestazione eccelsa (18 punti e 7 assist) condita con la bomba da tre punti a dieci secondi dalla sirena finale che ha spezzato le gambe al team sassarese.

Cervi, Leunen, Nunnally e Buva: tutti hanno chiuso la propria prestazione in doppia cifra nella valutazione finale. Soprattutto il lavoro sporco dei centri avellinesi è stato determinante a limitare l’atletismo di Varnado e Kadji, i centri della squadra campione d’Italia.

Avellino anche quando non convince, vince ed è questa una cosa da tenere in gran considerazione per il prosieguo del campionato. La Scandone ha sempre più fame ed è più forte delle difficoltà che si presentano: un gruppo forte non teme nulla e domenica altro mezzogiorno di fuoco, altro giro, altra corsa. La Pallacanestro Cantù è avvisata.

Carlo Maria Imparato

 

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