Basket: Scandone senza attributi, orgoglio e amor proprio

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Avellino – Le ultime due gare giocate dalla Scandone Avellino hanno del ridicolo. La formazione biancoverde non riesce più a vincere (e chissà se mai riuscirà più a farlo). Vince solo quando toppano clamorosamente gli avversari e in difesa appare sempre più fragile, come la più debole delle formazioni dei dilettanti.
Lakovic è la brutta copia di se stesso, così come coach Vitucci, tecnico dell’anno del 2013, incapace di inoculare nei suoi il virus dell’orgoglio. Le Final Eight di Coppa Italia, primo obiettivo stagionale, sono svanite nel nulla; di questo passo anche l’accesso ai playoff sarà in forte discussione.

Questa squadra non è stata costruita per vincere, nè per entrare tra i top team della Lega A. Al giro di boa si può affermare con il minimo margine d’errore che la dirigenza non ha investito come avrebbe dovuto. La situazione è a un passo dal precipitare e, ai più, non è noto se e quando si risolleverà.

I tifosi biancoverdi non meritano queste umiliazioni, giusto quindi lo striscione (“… Meritateci”) esposto nel deserto del settore ospiti all’Adriatic Arena. Dispiace dirlo ma la Scandone Avellino del Vitucci-bis è una squadra che non ha anima ne attributi. Contro Pesaro non si è quasi salvato nessuno, forse il solo Ivanov è stato dignitoso. La squadra allenata da Sandro Dell’Agnello, pur con i suoi tanti limiti (economici e tecnici), è riuscita a rimontare da un gap di 9 punti, riuscendo a conquistare nel quarto quarto la prima e meritata vittoria in casa.
Scandone senza orgoglio e amor proprio, così non va. L’unica risposta concreta ad una situazione ormai delirante è rappresentata da dimissioni e tagli. Non necessariamente in quest’ordine, purchè vi sia un netto cambio di rotta.
(@antopirolo)

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