Basket Scandone, punto e a capo. Sidigas Avellino: ora arriva il bello

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Gioire per una sconfitta. La Sidigas Avellino, in questo campionato, rende unici anche gli insuccessi.

La vittoria di Venezia ha regalato ai lupi biancoverdi la Giorgio Tesi Group Pistoia per l’accoppiamento del quarto di finale dei play off.

Al netto dei relativi scongiuri (da fare e rifare, ndr), ciascuna delle altre 7 compagini finaliste avrebbe come minimo accennato un sorrisino di compiacimento a leggere – nel nome dell’avversario al primo turno – la squadra toscana di coach Esposito.

Il team di Sacripnti ha evitato squadre molto più insidiose; in primis quella Sassari, campione d’Italia uscente, che con la cura Pasquini pare abbia ritrovato la verve di una volta, la vittoria interna su Milano di ieri sera è un ulteriore indizio che va rinforzare la tesi di cui sopra. Affascinante sarà lo scontro tra il team sardo e la Grissin Bon Reggio Emilia che ha spedito la gloriosa e storica società della Virtus Bologna in Serie A2.

Per i lupi biancoverdi è stato scongiurato un remake della sfida con Venezia: il team lagunare con i recenti acuisti di Jeremy Pargo e di Ousman Krubally sarà certamente una mina vagante durante tutti gli spareggi scudetto. Equilibrato e combattuto sarà lo scontro che vedrà il team di De Raffaele opposto alla Vanoli Cremona dell’ex coach di Avellino Cesare Pancotto.

Nonostante Avellino abbia raggranellato tre vittorie su altrettante partite giocate contro la Dolomiti Energia Trento, per i lupi del basket è stato meglio tenere lontano dalle pendici del Partenio il team di Buscaglia: solido, compatto e dotato di gran talento, sarà protagonista di un quarto di finale lungo e molto combattuto contro la super favorita per la vittoria del tricolore, l’Emporio Armani Milano.

Ma l’attesa ora è finita: la Scandone conosce il nome del suo prossimo avversario. Ora bisogna ricaricare subito le pile e ritornare in palestra con l’umiltà che ha sempre caratterizzato questa squadra e l’intera società. Non c’è tempo per riflettere sulla sconfitta maturata in Veneto, bisogna azzerare tutto, mettere il nastro indietro e ripartire da capo.

Adesso arriva il bello, il gioco inizia a farsi sempre più duro: un tiro sbagliato, una palla persa, un canestro sulla sirena possono fare la differenza, non è possibile più sbagliare, la Scandone questo lo sa. E’ tempo di osare, lottare, vincere e inseguire un sogno dai colori della speranza, della passione, della purezza.

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