Basket – Scandone, dubbio F8: vincere in casa per mettersi al sicuro

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Avellino – Riprendono gli allenamenti dell’Air Scandone in vista del rush finale di tre gare che porterà i cestisti biancoverdi alle finali di Coppa Italia. La ‘sbornia’ delle feste di fine anno si è conclusa con la magra figura raccolta in terra canturina. Ma il prossimo futuro della Scandone ha il volto e il nome di Montegranaro, formazione che in classifica è a una vittoria dall’Air. Coach Cesare Pancotto dovrà lavorare in particolar modo sulla concentrazione e sulla determinazione, caratteristiche che sono mancate proprio nel confronto contro Cantù.
Bisogna rimettere in carreggiata una macchina che nelle prime sei giornate sembrava non avere punti deboli. Anche perché, con i mille interrogativi che ancora ruotano intorno all’assegnazione definitiva delle Final Eight, la Scandone rischierebbe di perdere l’accesso alla competizione tricolore. Se venisse confermata la scelta dello scorso 30 novembre quando in assemblea di Lega a Bologna si votò in favore della città capoluogo irpina (anche se i più infidi dicono che allora si votò tra ‘sede’ in campo neutro o in casa di una società organizzatrice, ndr), allora ad Avellino spetterebbe di diritto un posto tra le ‘magnifiche otto’. Dovesse esserci un ripensamento, la Scandone sarebbe ‘costretta’ a vincere due delle tre prossime gare prima del giro di boa. Compito che sulla carta non presenterebbe eccessive difficoltà: basterà, dunque, non cedere il passo tra le mura amiche contro Montegranaro e Cremona (in mezzo la trasferta di Biella).

Intanto, nelle stanze del Palazzo di Lega, il patron Renzi deve fare i conti anche con la questione Napoli. Nell’ultimo turno, al Palabarbuto è andata in scena l’ultima farsa del torneo (la formazione partenopea ha infatti schierato i baby dell’under 19 contro Biella, ndr). Perdere (nuovamente) Napoli per il basket italiano sarebbe un grave smacco.
A questo si aggiunga la questione mai risolta delle Final Eight. Per Renzi, il via libera ad Avellino “… deve arrivare dall’assemblea”.
In realtà la stessa Lega non ha mai rettificato il comunicato dello scorso novembre e mai nessun club ha chiesto che fosse corretta quella comunicazione, segnale inequivocabile che proprio quello è stato approvato.

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