Basket – Scandone, ad un passo dalla salvezza

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Sale la tensione, mancano meno di 24 ore all’ultima gara di campionato, che deciderà la sorti della Scandone. Un po’ di rammarico nel clan irpino c’è per non aver raggiunto la salvezza lo scorso sabato, ma sarebbe stato troppo bello per essere vero. “Siamo destinati a soffrire fino alla fine di questo torneo”, ha recitato spesso e volentieri Matteo Boniciolli. In quelle parole si è sempre letta l’amarezza di chi, per un motivo o per un altro è sempre stato costretto domenica dopo domenica, mese e dopo mese a fare un passo alla volta. Pur vincendo si era sempre là, a lottare per la salvezza senza mai abbandonare gli ultimi posti. Infortuni, sfortuna, giocatori sbagliati, qualche caso gestito male, hanno costretto Avellino a giocarsela sino all’ultima giornata. Delle 4 pericolanti Avellino è quella che ha fatto meglio in questo girone di ritorno. In 16 gare 8 vittorie e 8 sconfitte, un cammino importante che se fosse stato accompagnato da un discreto girone di andata i play-off non sarebbero stati un miraggio. Avellino può terminare il campionato a 26 punti, gli stessi della Climamio grande delusione della stagione. In casa biancoverde, ad esclusione di Strong, stanno tutti bene. Il capitano dovrebbe comunque stringere i denti e scendere in campo per l’ultima sfida. Le altre, hanno fatto tutte peggio, a cominciare da Capo d’Orlando che tutti sperano a questo punto riesca nell’impresa di battere Reggio Emilia. I paladini nelle ultime sedici gare hanno un ranking di 3 vinte e 13 perse a dispetto di un grande girone di andata che gli aveva fatto assaporare la partecipazione alle Final-Eight di Coppa Italia. Insomma un cammino simile a quello di biancoverdi. A Teramo e Reggio Emilia il cambio di allenatore non è stato cosi fruttuoso come ci si aspettava. In Emilia si sperava che Menetti potesse portare alla salvezza, in parte l’impresa l’ha compiuta, ma ha perso entrambe le sfide con Avellino e nel caso di un arrivo a pari punti gli emiliani, per fortuna dei biancoverdi sarebbero sfavoriti. Il loro record nel girone di ritorno è di 7 vinte e 8 perse, con una striscia vincente di 6 gare vinte di fila. Con gli exploit imprevisti di Montegranaro e soprattutto di Bologna, che hanno fatto storcere il naso a molti nell’ambiente irpino. Teramo è la maggiore indiziata alla retrocessione, nonostante la vittoria contro la Virtus Bologna, che ha dato grande fiducia ai biancorossi. Il passaggio da Dalmonte a Bianchi non ha prodotto gli esiti sperati. Delle outsider Teramo era, per talento e per possibilità economiche, squadra dalla quale ci si aspettava molto di più. Non è stato così e a pagare è stato l’ex coach di Avellino. Bianchi però non ha fatto meglio. Solo 5 vittorie per l’attuale allenatore abruzzese, mentre l’imolese ne aveva raccolte 7. Perdendo ad inizio stagione di poco sia con Napoli che con Siena. Ora il trascinatore della Siviglia non si chiama Grundy, non si chiama Woodward, ma è Giuseppe Poeta. Il ragazzo di Battipaglia è stato l’artefice del successo con Bologna. In 38’minuti ha realizzato 26 punti. Anche contro Avellino, l’ex ragazzo cresciuto tra le file della pallacanestro Salerno sotto la guida di coach Capobianco, era stato il migliore dei suoi. Domenica sapremo quale delle quattro contendenti farà compagnia a Livorno. Ad Avellino i tifosi si preparano ad affrontare Biella, accogliendo rumorosamente gli atleti di Bechi, ma non solo. La società ha aperto le porte del Palazzetto e domenica si prospetta il tutto esaurito e un’atmosfera da lupi. Una vittoria toglierebbe ogni dubbio e poi Avellino ha un conto in sospeso con Porta che stavolta vuole chiudere a proprio favore. (di Giovanni La Rosa)

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