Basket – Prima squadra…. ma il settore giovanile è da rifondare

0
158

Non solo prima squadra. La Scandone per dare vita al suo movimento deve cominciare ad investire anche nel settore giovanile. Ciò vuol dire spendere risorse economiche, cosa che negli anni scorsi non è mai stata fatta. Anzi una della più grande deficienze della società irpina è stata sempre quella di non credere nei giovani avellinesi. Quei pochi usciti dal vivaio, da Freda e Zuccardi nel passato fino a Ferrara per arrivare ai giorni nostri, sono state solo delle meteore capaci di fare qualche fugace apparizione. Ferrara lo scorso anno ha giocato in Legadue, con risultati altalenanti. Le nuove leve, Paolisso e Frascolla, sono ancora troppo acerbe per giocare a certi livelli. Stranamente il movimento cestistico negli anni anziché aumentare sembra essere diminuito, forse per via delle diverse società che si sono create e per via dell’incapacità della Scandone di riuscire a creare un movimento di collaborazione con le altre società radicate nel territorio. La Eldo ad esempio a Napoli ha diverse società satellite, le quali ricevono materiale per l’allenamento e gli allenatori sono supervisionati dai responsabili del settore giovanile della Eldo. Ad Avellino si dovrebbe fare lo stesso. Vito Lepore, Monteforte, Solofra e Libero Basket dovrebbero far crescere giocatori per poi passarli alla Scandone. Invece qui in Irpinia le cose vanno in modo completamente diverso rispetto a quando avviene altrove. Le altre società, soprattutto quelle recenti, nascono come concorrenti e non provano una collaborazione. Si dovrebbe cominciare a fare un po’ di selezione e scovare ragazzi anche in giro per le scuole. Antonio Iannuzzi, ragazzo di Cesinali, è stato scoperto per puro caso da Pino Ferrara qualche anno fa. Il giovane atleta irpino in un anno e mezzo di pallacanestro ha fatto enormi progressi, aiutato anche da una dote innata di talento. Dallo scorso anno è a Siena dove è diventato uno dei leader della squadra under 16, ritagliandosi spazio anche nell’under 18. Ha avuto modo di fare la conoscenza con Michael Jordan in occasione di un torneo Under 16 svoltosi ad ottobre a Milano. Da qualche giorno ha terminato il campionato Europeo di categoria disputatosi a Creta, con gli azzurrini è riuscito a raggiungere il quinto posto. È necessario insomma cominciare a delineare un piano serio, i giocatori bravi potremmo cominciare a costruirli anche a casa nostra. Di allenatori ce ne sono, forse anche troppi, probabilmente quello che manca è la volontà di portare avanti dei progetti nei quali in pochi, forse nessuno, crede veramente. Questa dirigenza avrà la possibilità di avviare un cambio di tendenza? Staremo a vedere.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here