Avellino – Morale non al top in casa Scandone alla ripresa degli allenamenti. La brutta notizia dell’infortunio di Chevon Troutman, che lo terrà fuori fino alla fine della stagione, ha scosso lo spogliatoio dei lupi, ma allo stesso tempo ha dato ulteriore forza ad un gruppo granitico che troverà ulteriori motivi per compattarsi, come evidenza Dimitri Lauwers: “A Varese sarà la prima senza Chevon e sarà sicuramente dura – esordisce ‘Doum’ – E’ ovviamente una grande perdita, forse l’unico di cui non potevamo fare senza; il coach ci ha detto che per un po’ saremo questi e dovremmo essere noi a compensare l’assenza”.
Come ovviare all’assenza di Troutman? Lauwers spiega che “… a larghe linee dovremmo reagire come abbiamo fatto con l’assenza di Green sabato scorso. Contro la Benetton non c’è stato un giocatore che ha ricevuto più responsabilità degli altri, ma tutti hanno contribuito a colmare la lacuna. Ripeto, per Chevon sarà più difficile, visto il tipo di giocatore, ma la strada da seguire è la stessa”.
La prossima sfida si chiama Varese, ex squadra di Lauwers: “Non andiamo lì sconfitti. Inoltre secondo me per Varese possiamo essere anche una bestia nera visto che ci abbiamo vinto anche l’anno scorso. Speriamo di ripetere la buona prestazione dell’andata. Abbiamo avuto due brutti stop contro Brindisi e Teramo in casa, ma ci siamo riscattati subito vincendo a Pesaro e Sassari. Al momento, secondo me la nostra attuale classifica rispecchia il nostro valore. Sicuramente i 4 punti di Brindisi e Teramo potevano farci comodo, ma purtroppo li abbiamo lasciati anche per errori nostri. Ma vista la classifica, il campionato e la nostra posizione, può succeder e ancora di tutto”.
Sinora in stagione Lauwers ha giocato 13 minuti in media a gara con il 30% da tre. “Non è un problema di distanza dell’arco – dice – ma un discorso più complesso che riguarda anche l’anno scorso. Purtroppo qui non ho mai avuto il ruolo che avevo, di solito, nelle mie vecchie squadre. Sono stato sempre un giocatore da 25 minuti di media e adesso produco la metà anche perché gioco la metà. Non penso sia una questione di sistema, perché se hai giocatori forti vicino è più facile giocare, ma penso che, da quando sono qui non sono riuscito ad avere la continuità che vorrei avere e che so di poter avere”.
