Basket, la Scandone è ripiombata nel tunnel della crisi

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Avellino – Ma erano davvero Dean e Richardson la causa dei mali della Scandone Avellino? La guardia di Red Bank – con un pizzico di (manco tanto) velata ironia – sembra proprio pensarla così e affida a Twitter il suo pensiero: “Non c’è bisogno di pensare alla mia assenza, la squadra va bene anche senza di me”.
Eppure dopo aver battuto nell’ordine Pistoia, Roma (al PalaTiziano) e Varese, la ‘beneamata’ biancoverde sembrava aver recuperato il passo in campionato, guadagnando vittoria dopo vittoria l’ottavo posto (ultima piazza utile per l’accesso ai playoff scudetto). Ma nelle ultime due gare, complice anche la sfortuna, sono riemersi tutti i problemi che questa squadra si porta dietro dalla preseason. La coppia di lunghi titolari formata da Thomas e Ivanov è – senza il forse – la migliore del campionato ma venendo meno uno dei due la resa dei pivot biancoverdi cala drasticamente a causa dell’assenza di ricambi degni di tale nome. C’ha provato coach Frank Vitucci ad inserire (molto gradualmente) nelle rotazioni i vari Dragovic e Biligha, con risultati – ahinoi – molto scarsi. E’ chiaro che in questo senso si doveva intervenire prima e per tempo: allungare la panchina o comunque provvedere ad una alternativa utile nel settore lunghi potrebbe risultare di fondamentale importanza per il prosieguo della stagione dei lupi.

Pivot ma non solo perché anche dal settore degli esterni emergono carenze e lacune oggi assai evidenti. Partiamo dall’ultimo arrivato, Je’Kel Foster. L’ex Cremona è a secco di punti dal suo ritorno in Italia (in tre gare ha raccolto la miseria di uno 0/13 dal campo, 2 palle perse e 1 fallo subito in 46 minuti di utilizzo): peccato che questo sia coinciso con l’ingaggio ad Avellino che sperava di trovare in Foster una combo guard capace di sopperire all’assenza di Dean e nel contempo di dare ordine e respiro alla cabina di regia. Davvero ci si è accontentati di quello che passava il convento? Daniele Cavaliero, dopo aver fatto l’americano negli ultimi due mesi (sta disputando la sua migliore stagione in A pur essendo ai livelli dello scorso anno a Pesaro) è per ovvi motivi di condizione atletica in calo e da solo non può reggere il comparto delle guardie, anche perché i colleghi di reparto (Jaka Lakovic e Valerio Spinelli) – ancorchè assai esperti – non riescono ancora a far pesare in campo tutta la loro grinta e voglia di vincere. Le uniche note positive arrivano – oltre dal su citato Thomas – da Jarvis Hayes (ma questo era chiaro già da un bel po’) che, da quando ha preso a giocare per oltre 30 minuti, ha migliorato notevolmente le proprie statistiche, portando a casa 10,4 punti e 5,6 rimbalzi di media nelle ultime 5 gare disputate (ovvero dall’esclusione di J-Richardson che chiuderà la stagione con una media di 9 punti e 3,5 carambole per gara).

All’orizzonte si profila la battaglia contro la schiacciasassi Sassari dei tanti ‘ex’ che – anche forti della vittoria ottenuta in Coppa Italia – non vorranno di certo sfigurare davanti al pubblico del Del Mauro che riserverà loro una calorosa accoglienza. E poi si andrà a far visita a Cremona, la nuova casa di coach Cesare Pancotto, l’allenatore dei miracoli della passata stagione biancoverde, ‘liquidato’ a inizio luglio per fare posto al ‘coach of the year’. Speriamo solo che in entrambe le gare a pesare alla fine non sarà la legge dell’ex. (@antopirolo)

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