Basket – Boniciolli: “In casa non riusciamo ad essere noi stessi”

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E’ lungo e sofferto lo sfogo del coach biancoverde Matteo Boniciolli al termine della terza sconfitta su quattro partite casalinghe.“C’è un dato che dopo sei partite mi sembra inequivocabile – esordisce Boniciolli – . Abbiamo giocato due partite fuori casa in cui siamo riusciti ad esprimere il nostro gioco. L’ultima appena tre giorni fa in cui abbiamo dominato la partita sotto ogni aspetto contro Cantù. Quando riusciamo a giocare è tutto più facile. In casa, aldilà della partita con la Snaidero, di fronte al nostro pubblico non riusciamo a giocare con la stessa serenità. Il pubblico è eccezionale ma ora è tutto un nostro problema di testa e a testimoniarlo ci sono le banali palle perse dei nostri giocatori. In casa effettivamente l’Air al momento sembra la sorellina brutta e povera di quella ammirata in trasferta, e Boniciolli non attribuisce la colpa ai singoli: “I singoli al momento non centrano. In casa siamo paralizzati. Facciamo degli errori che arrivano solo per colpa nostra che una squadra con dei giocatori esperti come la nostra non dovrebbe commettere. Quello che manca è la giusta interpretazione del calore che ci viene da parte del pubblico. Invece di apprezzare e di godere dell’apporto eccezionale che ci viene dato andiamo in panico, dimenticandoci dei nostri valori tecnici, che sono alti e riconosciuti da tutti. Se stiamo sereni e tranquilli ce la giochiamo con tutti e lo abbiamo dimostrato a Siena, essendo l’unica squadra ad oggi ad aver seriamente impensierito i campioni d’Italia. Capisco la delusione dei tifosi – continua Boniciolli –. Tutti si attendevano una pallacanestro migliore che desse seguito alla grande prova di Cantù, invece siamo andati in panico e ci siamo angosciati, non so perchè. I giocatori cambiano volto e approccio al match, ad esempio tre giorni fa Williams ha disintegrato i tre lunghi di Cantu, con Bryan che è stato bravo a giocarsi i suoi spazi. Oggi è successo l’opposto e questo non dipende dai carichi di lavoro o dagli schemi, ma è tutto un problema di testa.” Un accenno il coach triestino lo fa anche al mercato, dove la necessità è quella di trovare qualcuno in grado di dare un pò di riposo a Green. “L’unica ipotesi di mercato che stiamo considerando è quella che porterebbe da noi un playmaker che dia un pò di riposo a Green. Un giocatore che sia in grado di portare la palla dall’altro lato del campo e dare il via all’azione. Per il resto la squadra è tecnicamente forte e non sono il solo a dirlo. Ortiz, ad esempio, si sta ambientando e anche oggi ha offerto una buona prova”.. Il coach è frustrato e glie lo si legge in faccia. Sono state troppe le occasioni sciupate da questa Air dall’inizio del campionato. “Provo una rabbia enorme – ammette Boniciolli – perché se ora avessimo 8 punti nessuno avrebbe nulla da dire. Anche i risultati al tiro dipendono dal fatto che non siamo sereni. Non so spiegarmi altrimenti i motivi di questo stravolgimento a tre giorni di distanza dalla vittoria esaltante a Cantù. C’è solo bianco e nero per noi, non conosciamo il grigio. In casa ci sono delle situazioni in cui sembriamo degli impediti, ci rendiamo protagonisti di giocate imbarazzanti. Riusciamo a recuperare 20 punti a Siena fuori casa e non riusciamo a gestire il vantaggio in casa. Tre giorni fa ostacolavamo tutti i tiri, contestavamo tutte le penetrazioni, oggi non siamo stati capaci di gestire la partita. Avessimo vinto oggi saremmo stati a 2 punti dal secondo posto, purtroppo andiamo in panico e non so spiegarmi il perchè. Lavoreremo su questo con la speranza di risolvere il problema il prima possibile . A chi sostiene che un ritorno sul mercato sia utile non solo per dare riposo a Green ma per trovare anche un valido apporto in fase offensiva Boniciolli replica: “Nessuno ci dice che il giocatore che arrivi sia il leader emotivo che tutti cerchiamo. Dall’America arrivano giocatori fuori condizione e spaesati, che ci farebbero perdere tempo per farli ambientare. Noi continueremo su questa strada perchè il materiale tecnico e umano c’è ed è validissimo, dobbiamo solo imparare a sfruttare il grande apporto che ci viene dal pubblico e a non soffrire in casa”.

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