Quando ad affrontarsi sono due team della stessa regione, quando in campo vanno due squadre che si giocano una grossa fetta dei propri obiettivi più, o meno, dichiarati, spesso si assiste a match tutt’altro che esaltanti, gare che fanno storcere il naso agli esteti del basket. Non è questo il caso di Caserta-Avellino, partita vera, partita spettacolare dal primo all’ultimo secondo, merito di una Scandone pressoché perfetta, che ha rispettato il proprio piano partita forse come meglio non poteva. Nessuno ha marcato visita, tutti hanno dato il proprio contributo in relazione al proprio peso specifico, tutti, tranne Nelson. L’unico, ancora una volta, abbondantemente al di sotto della sufficienza, l’ago della bilancia, in negativo. Mai decisivo, mai pericoloso ed addirittura dannoso in apertura di quarta frazione, quando con un tiro dalla media che ha appena scheggiato il ferro e con una tripla a dir poco rivedibile, ha regalato alla Pepsi una grossa fetta di inerzia. Eccezion fatta per la guardia ex Duke, l’ingranaggio di Pancotto ha funzionato come da manuale. Primo fra tutti Szewczyk (13 punti e 14 rimbalzi), confermatosi, come all’andata, bestia nera dei lunghi bianconeri. D’altronde si sa, quando il polacco sente vicino il calore del proprio pubblico, (circa 300 i supporters irpini presenti al Pala Maggiò) ha sempre dimostrato di esprimersi al meglio. Menzione speciale anche per Brown ed Akyol: il play, come tutta la squadra, ha ben bilanciato la propria prestazione. Dopo un primo tempo al totale servizio del team, è uscito fuori nel momento di maggiore necessità, quando cioè Caserta ha cominciato a riempire bene l’area, selezionando al meglio le scelte offensive per sé e per i compagni. Il turco (21 punti e 3 su 6 nelle triple) è stata invece una costante presenza in attacco ed ha risposto sempre presente nelle fasi calde, ribattendo colpo su colpo alle sortite delle bocche da fuoco di casa. Alla consueta prestazione di sostanza di uno come Troutman che sta tirando la carretta da inizio stagione, si sono aggiunte poi le confortanti indicazioni emerse dal duo Lauwers-Dylewicz. Bene il belga, maggiormente coinvolto negli schemi offensivi, bene il polacco, che non ha fatto rimpiangere Troutman nei diciotto minuti in cui è stato sul parquet. Anche Porta, nonostante lo zero alla voce punti e le tante palle perse (5), ha costituito una pedina importante quando, nella prima metà di gara, Avellino ha con successo tenuto il ritmo basso. Alla fine, a far la differenza, sono state le grandi individualità di Caserta. Il sontuoso primo tempo di Jones (nella foto), l’insospettabile vena realizzativa di Martin del quarto periodo ed i punti decisivi firmati negli ultimi dieci minuti dal duo Ere-Bowers hanno poi messo il sigillo. Il tutto, unito al saldo perse-recuperate, che ha praticamente annullato il predominio a rimbalzo dell’Air.
LA GARA
E’ un’Avellino attenta ed ordinata quella che, nelle prime battute, cerca di rispettare al meglio il piano partita. Vietato far correre Caserta e sfruttare il maggiore tonnellaggio sotto le plance, questi in sintesi i temi tattici delle fasi iniziali. La Scandone attacca con pazienza, appoggiando la palla sotto ai propri lunghi e, non a caso, sei dei primi otto punti arrivano dal duo Troutman-Szewczyk (6-8 al 5’). I ritmi bassi non agevolano i padroni di casa che trovano sulla loro strada un’Air capace di riempire bene l’area e, come auspicato alla vigilia da coach Pancotto, in grado di difendere forte sul perimetro. I biancoverdi però sparacchiano dalla distanza (0 su 4 dopo i primi sei minuti) e non capitalizzano al meglio il duro lavoro fatto nella propria metà campo e a rimbalzo offensivo. Quando Lauwers ed Akyol si sbloccano dalla linea dei 6,25, la Pancotto band piazza il primo break (11-16 al 9’), ma a cavallo tra la fine del primo periodo e l’inizio del secondo, due palle perse consentono a Jones di mettere sette punti in fila per il 18-18 del minuto numero undici. Sacripanti ottiene, inizialmente, poco o nulla da Martin e Marquis (4 falli in tandem nella prima frazione) e prova a sfruttare il post basso e gli spazi che può creare Michelori. Dall’altra parte, Pancotto trova i minuti di maggiore qualità con Porta e Lauwers sul parquet, alternando, con successo, Troutman e Dylewicz nello spot di 4. Così come all’andata, i bianconeri faticano non poco contro Szewczyk (in doppia cifra già al 15’) (20-25 al 15’) ed in attacco si affidano quasi esclusivamente alle sortite individuali di Jones. Poco male perché Avellino non azzanna la preda e subisce il prepotente ritorno tutto griffato dall’ex stella Nba: Jumaine va in striscia (20 punti in 20 minuti) e sigla il sorpasso (30-27 al 17’). La Scandone però non si disunisce e regala alla storia del match tre minuti di grande solidità mentale, seguitando nell’appoggiare la palla sotto canestro senza affrettare alcun tiro dalla media o lunga distanza. Risultato? Nonostante i padroni di casa innalzino sensibilmente le percentuali, all’intervallo lungo il gap resta minimo (40-39 al 20’). Alla ripresa dei giochi Avellino continua vorticosamente a variare soluzioni e protagonisti: Caserta da par suo, si concentra maggiormente sulla difesa in vernice, finendo inevitabilmente col concedere maggiori spazi sul perimetro a Dylewicz e Brown. Il play Usa, sino a quel momento autore di una prova priva di forzature e al totale servizio della squadra, si mette in proprio e, con due triple consecutive contribuisce in maniera sostanziale al nuovo +4 (48-52 al 25’). Chi invece non molla di una virgola è il solito Jones, coadiuvato, nell’occasione da Ere e Michelori. Seppur la Pepsi non si lasci apprezzare per circolazione di palla e quant’altro, riesce ugualmente a riprendere in mano l’inerzia della gara grazie alle grandi individualità di cui dispone. Con Troutman momentaneamente out gravato di tre penalità, l’Air è costretta ad affrontare il momento più delicato della gara priva del suo uomo di punta, riuscendo ugualmente a limitare i danni grazie alla terza tripla di Brown (60-57 al 30’). All’inizio dell’ultimo e decisivo quarto sale in cattedra Nelson ma, in verso opposto: un errore in avvicinamento a canestro ed una tripla stoppata regalano virtualmente ai padroni di casa le chiavi del successo (67-59 al 33’). Akyol però non molla ed infila cinque punti consecutivi che riaprono la gara (67-64 al 34’). Sarà questo l’ultimo sussulto di una coraggiosa Scandone, perché prima Ere, poi Bowers, a due minuti dal termine aprono la forbice in maniera incolmabile (77-66 al 38’). Negli ultimi quaranta secondi, Lauwers, Akyol e Brown mettono a referto tre triple in rapida sequenza, onorando l’impegno nel migliore dei modi sino all’ultimo secondo (finale 81-79). (di M. Roca)
PEPSI CASERTA – AIR AVELLINO: 81-79
Pepsi Caserta: Cardinale n.e., Koszarek, Parrillo n.e., Di Bella 10, Bowers 8, Michelori 4, Zamo n.e., Doornekamp 2, Marquis 4, Ere 16, Martin 12, Jones 25. Coach: Sacripanti
Air Avellino: Troutman 12, Dylewicz 5, Casoli n.e., Lauwers 8, Brown 16, Cortese n.e., Iannicelli n.e., Napodano n.e., Akyol 21, Porta, Nelson 4, Szewczyk 13. Coach: Pancotto
Parziali: (14-18); (41-39); (60-57)
Arbitri: Paternicò, Taurino, Capurro
Note:
PEPSI: t2 19/40, t3 9/23, tl 16/25, rimbalzi 32 (Jones 10), perse 11, recuperate 20 (Martin 5), assist 8, valutazione 90 (Jones 35)
AIR: t2 21/33, t3 10/26, tl 7/9, rimbalzi 37 (Szewczyk 14), perse 20, recuperate 11, assist 10 (Brown 5), valutazione 84 (Szewczyk 21).
