Tutti ci credevano, tutti ci speravano, tutti l’avevano sognata. Alla fine, la vittoria contro l’imbattuta e imbattibile (fino ad ora) Montepaschi Siena è arrivata. In un palazzetto pieno sino all’inverosimile, che non si è mai fermato nell’arco dei 40 minuti, l’Air mette in piedi la partita perfetta, combattendo ad armi pari con una squadra che ha il quintetto delle riserve in grado di qualificarsi ad occhi chiusi per i playoff. A fare la differenza è stata un’energia e una intensità messa in campo davvero al di fuori dal comune. Malgrado la netta supremazia tecnica, Siena non ha potuto reggere il colpo contro gli indemoniati padroni di casa, guidati dal solito Green(17pt, 8 assist, , 4 rimbalzi e 3 recuperi per una valutazione di 25) e da Eric Williams(15pt e 11rebs e 22 di valutazione), immarcabile in post basso anche per uno tosto come Benjamin Eze. A differenza del girone d’andata quest’Air non si affida più solo e soltanto al tiro dall’arco, ma è capace di leggere benissimo anche le difese più asfissianti e di trovare sempre l’extra-pass giusto. La vera chiave della partita, però, è stata la fase di non possesso. Come recita l’abusato ma quanto mai azzeccato adagio, “l’attacco vende i biglietti, ma la difesa vince le partite”: pensiero che Righetti e compagni hanno fatto proprio, disputando senza alcun dubbio la migliore prestazione difensiva dell’Air di quest’anno e non solo. Una difesa attenta, accorta, ma soprattutto energica e costante, che non ha vissuto di sprazzi o di giocate dei singoli. La già stanca Siena non è stata in grado di tenere questo ritmo e alla fine, quando le triple sono incominciate ad arrivare, i più lucidi erano i padroni di casa, capaci di riuscire anche a sgarbugliare situazioni complicatissime come i raddoppi e la press proposta da Pianigiani già a metà del quarto quarto. I campioni d’Italia si sono sistematicamente visti annullare le loro armi migliori, come le triple di Tmac e il pick’and’roll tra lui e Eze, dominato da Williams. Anche Siena nella sua metà campo è stata pressocchè perfetta: alla fine per poco l’allungatissima press di Pianigiani non comprometteva il risultato. I più lucidi per tutti e 40 i minuti, nonché i più affamati, sono risultati i lupi d’Irpinia. L’Air finalmente ha non solo giocato, ma anche pensato ‘da grande’, non tirando mai i remi in barca neanche quando le giocate di McIntyre, Thornton e di un redivivo Lavrinovic (ma non era infortunato?) hanno fatto impattare la partita sul 73 pari a un minuto dalla fine. Il gruppo dicevamo: è qui che entra in scena l’arma in più della Scandone, con Pete Lisicky che malgrado non assaggiasse il campo da almeno quattro partite, entra e segna i due liberi decisivi al posto del dolorante Williams (nazionalità Usa, ma ‘argentino’ come pochi in quest’occasione, bene). Il resto, ormai, è storia: l’Air con 40 minuti completi, tenendo ben presente ogni minimo dettaglio, ferma quella che sembrava l’inarrestabile discesa di una squadra destinata nel breve e nel lungo periodo a dominare in Italia ed in Europa. Proprio sulle note della sigla dell’Eurolega, con i tifosi irpini che ormai sognano ad occhi aperti, si conclude uno dei momenti più belli della storica Società Sportiva Felice Scandone, diventata finalmente ‘grande’.
La Cronaca: Scandone con il quintetto classico composto da Green, Smith, Righetti, Radulovic e Williams; Siena manda sul parquet McIntyre, Thornton, Sato, Stonerook e Eze. Già dai primi possessi si capisce che nessuna delle due squadre ha intenzione di concedere nulla, con staff, cestisti e Del Mauro tutto che salutano ogni buona giocata difensiva come un goal di Schillaci ad Italia 90. Dopo due minuti è Sato ad inaugurare le danze, con gli irpini subito abili a rispondere. A metà del quarto Siena piazza il primo miniparziale, grazie alla tripla di Thornton e alla realizzazione di Sato: 5 a 0 e timeout con il tabellone che dice 4 a 9 ospiti a 4.30 dal termine. A tenere l’Air in linea ci pensa Williams, che in un paio di occasioni porta letteralmente a scuola Eze dal post basso. La Scandone inizia a crederci e dopo un antisportivo fischiato a Stonerook su Ortiz impatta sul 10 pari. Il sorpasso arriva con il consegnato di Green, ma alla fine il suo diretto rivale McIntyre piazza il terzo tempo che manda tutti verso la seconda frazione sul 15 a 14 Siena. Già alla fine dei primi 10 minuti i due coach iniziano a sperimentare, con Pianigiani che affianca Ilievsky a Tmac e Boniciolli che risponde mettendo Cavaliero insieme a Green. Nel secondo periodo, però, Siena da fondo a tutta la qualità della sua panchina, schierando un quintetto di riserve che ha dalla sua gente come Ilievsky e McLeod. Proprio l’ex Roma propizia un parziale di 6 a 0 per i suoi. L’Air mantiene la lucidità e risponde con Smith e soprattutto con big dog Williams: i due fissano il risultato sul 18 a 23 a 6 dal termine. Ilievsky e Ress continuano a premere sull’accelleratore ma la Scandone continua a non forzare, affidandosi alla pulizia tecnica di Righetti per mantenere un gap accettabile. I liberi di Ress danno ampio margine ai campioni d’Italia (20 a 29). L’Air non ci sta e piazza, con pazienza e grande abnegazione difensiva, un parziale di 10 a 0 che la riporta avanti (30 a 29 a un minuto dalla fine). L’illusione dura poco a causa della tripla di Sato. L’ottimo lavoro in vernice di Burlacu, però, consente di andare al riposo lungo sul 35 pari. Alla ripresa iniziano a mostrare le proprie carte i cecchini, con Smith e Thornton sugli scudi. Williams continua a lottare, ma McIntyre ridà due possessi di vantaggio ai suoi (40 a 44 a 7 dal termine). La partita continua a vivere grandissimi momenti difensivi da una parte e dall’altra, mentre i ferri iniziano a sputare molti tiri comodi, complice anche una fisiologica stanchezza di entrambe le compagini. Siena mantiene il vantaggio con Stonerook e McIntyre (45 a 50 a 2 dal termine) ma un nuovo parziale di 8 a 2 confezionato da Green, Righetti e Cavaliero fa si che si cominci l’ultima frazione con il risultato di 53 a 52 per i padroni di casa. Negli ultimi 10 minuti ecco scendere in campo i grossi calibri: dopo i liberi di Lavrinovic puntuali come il più preciso degli orologi svizzeri arrivano le triple ‘ammazzapartita’ di Green e Smith (61 a 54 a 8 dal termine). Troppo poco, però, per intimorire Siena. Un gioco da tre punti di Lavrinovic e due liberi di Tmac sarebbero capaci di fermare anche la più temeraria delle fughe. Non se però in campo c’ è Green: 5 punti di fila del play rimettono le distanze. Thornton continua a guidare i suoi, ma Williams e ancora una tripla di Green, tirata praticamente dal parcheggio del vicino ’Colletta’, sembrano mettere la parola fine sul match ( 71 a 63 a 3 dal termine). Come detto, ci vuole molto di più per fermare Siena, che soprattutto grazie a Tmac piazza un parzialone di 10 a 3 e fa impattare la partita sul 73 pari a un minuto dalla fine. Qui, il momento chiave: Williams si procura due liberi ma si fa male. A tirarli si presenta ‘Pistol’ Pete Lisicky, sempre in panchina fino a questo momento, che fa due su due. La stanchezza e lo scoramento iniziano a pervadere i senesi, che mancano due volte il bersaglio dalla lunga distanza con comodi tiri. L’Air è fredda, con i due play evita le trappole ospiti e fissa il risultato sul 79 a 73. Il “Del Mauro” è una bolgia e sulle note della sigla dell’Eurolega si consuma una delle più grandi imprese di sempre della storia sportiva irpina: We Feel Devotion (Di Giuseppe Matarazzo)
Tabellini
Air Avellino: Green 17, Radulovic 5, Smith 14, Ortiz 1, Righetti 13, Cavaliero 5, Lisicky 2, Paolisso, Cerullo, Bryan, Williams 15, Burlacu 7.All:Boniciolli
Montepaschi Siena: Berti, McIntyre 21, Ilievsky 4, Eze 5, Carraretto, Sato 12, Thornton 14, Lavrinovic 8, Ress 7, Martone, McLeod, Stonerook 2. All:Pianigiani
