Basket – Air: Dopo la vittoria, è il ’48’ il numero da cambiare

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La classifica inizia a muoversi per l’Air. I sorprendenti risultati maturati sugli altri campi di questo inizio campionato hanno consentito agli uomini di Boniciolli di non perdere troppo terreno rispetto al resto del gruppo. Se è vero che Siena è saldamente al comando e si appresta a vivere una nuova stagione da dominatrice, è pur vero che squadre come Treviso (che in fase di campagna acquisti ha speso milioni per giocatori dal rendimento fino ad ora basso come l’ex stella Nba DerMarr Jhonson) e la Milano dei Gaines e Gallinari sono a pari punti con la ‘provinciale’ Air, mentre Napoli è addirittura sotto, a quota zero punti. Eccezion fatta per la corazzata senese, tutte le squadre, da Roma a Varese alle due Bolognesi, non hanno ancora trovato la cosiddetta quadratura del cerchio. Il rimpianto per i punti persi in partenza, dunque, aumenta ancora di più. Il calendario, però, ora è in discesa e potrebbe consentire all’Air di mettere da parte punti preziosi per raggiungere al più presto una tranquilla salvezza. Per fare questo l’Air deve assolutamente lavorare su due punti fondamentali: difesa e maggiori soluzioni offensive. Ciò che più è mancato alla formazione biancoverde è stata una fase difensiva solida ed efficace. Se nel precampionato la Scandone era riuscita a tenere tutti gli avversari tra i 50 e i 70 punti, in stagione regolare i cestisti biancoverdi hanno sempre concesso almeno 76 punti. In quattro gare gli avversari hanno messo a referto ben 323 punti, ovvero 80,75 punti a partita. Ma il dato allarmante è quello relativo al primo tempo, dove l’Air semplicemente si ‘dimentica’ della propria metà campo. Dei 323 punti complessivi messi a referto contro la Scandone ben 192 sono stati fatturati nel primo tempo, con una media di 48 punti subiti in due quarti (48 contro Montegranaro, 48 contro Siena, 47 contro Bologna e 49 contro Udine). Questo ‘48’ è senza dubbio tra i dati statistici più rilevanti di questo inizio di stagione. Boniciolli per tutta la preseason aveva indicato la difesa come arma in più della sua squadra ma, al momento, i numeri dicono il contrario. E’ proprio la difesa il reparto in cui bisogna maggiormente intervenire. La zona vista contro Bologna non è sembrata irresistibile, tanto che ha concesso 9 punti agli avversari (2 tiri da 3 più una penetrazione con fallo) nelle tre occasioni in cui si è schierata. Contro Udine invece, benché la zona mostrasse i limiti espressi visti nella partita precedente, c’è stato un lieve miglioramento. Gli avversari avevano comunque molti tiri comodi a disposizione e il ferro ha graziato gli irpini in un paio di occasioni, ma i cestisti sono stati bravi a far si che la palla finisse sempre nelle mani di Sales, il meno pericoloso. La chiamata della zona di Boniciolli, inoltre, è stata molto più opportuna e tempestiva rispetto al precedente match, con lo schieramento che è riuscito a proteggere Green dai pericolosi attacchi dal post di Allen, che ha cercato questa soluzione per tutta la partita, e di tutelare il centrone Williams, condizionato da 4 falli. Nei secondi tempi è il talento dei singoli a fare la differenza, con i vari Righetti, Green e Smith molto più concentrati e disposti al sacrificio. Le marcature degli irpini non sono abbastanza strette, le rotazioni e i cambi arrivano sempre con un secondo di ritardo con il risultato che, come visto contro Udine, i tiratori avversari riescono a ‘prendere le misure’ ai biancoverdi, gonfiando le percentuali e le statistiche. La sensazione è che la difesa ‘collassi’ troppo facilmente sul primo attacco e fatichi a recuperare le posizioni, con il risultato che un semplice ribaltamento concede sempre dai 2 ai 4 metri agli avversari. Solo ritrovando la concentrazione e la pressione difensiva mostrata in preseason si potranno limare questi difetti. Tra l’altro, gli uomini a disposizione sono per caratteristiche fisiche e tecniche in grado di applicare una pressione difensiva maggiore e più incisiva. I soli Ortiz e Burlacu, al momento, sembrano in difficoltà con i movimenti (a cui va aggiunto Petrov, fisicamente fermo al palo e che non sembra in grado di marcare più nessuno). Stesso discorso per l’attacco. L’Air al momento vive troppo dei risultati perimetrali. La squadra non può fare affidamento solo sui suoi tiri da 3, ma deve cercare di lavorare su soluzioni che possano garantire più penetrazioni e attacchi diretti. Lievi miglioramenti in questo caso si sono visti contro Udine, con una rotazione della palla più accorta e con una continua ricerca del tiro migliore disponibile, come sottolineato dallo stesso Righetti a fine partita. Lavorando sul recupero della pressione difensiva, la capacità partire in transizione e sulla creazione di giochi che portino ad una maggiore incisività sotto le plance e a una maggiore capacità di penetrazione, l’Air potrà continuare a raccogliere vittorie. E’ chiaramente presto perché questo si realizzi del tutto e a testimoniarlo ci sono i risultati delle altre squadre, ma è importante non adagiarsi sugli allori per non ripetere gli errori di inizio stagione.
(Di Giuseppe Matarazzo)

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