Basket – Air: Biella è in crisi. Avellino a caccia dei play off

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Sarà una Biella con l’acqua alla gola quella che questa sera, con inizio alle ore 20,30 scenderà sui legni del Pala Del Mauro. A due giornate dal termine, arriva ad Avellino una tra le squadre più motivate e bisognose di fare risultato. L’Angelico, dopo un girone d’andata trascorso nelle zone tranquille della classifica, si trova ora in piena bagarre retrocessione, ultima in condominio con Varese e le risorte Cremona e Ferrara. Due squadre, queste ultime, autrici di una sensazionale rimonta che ha acceso ed esteso a quattro squadre la lotta per la permanenza in A. La striscia negativa dei lanieri non conosce soste: soltanto tre vittorie dal tredici dicembre ad oggi e con il successo esterno che manca dal preistorico ventuno novembre, quando i ragazzi di Bechi espugnarono il Pianella di Cucciago. Molteplici le cause di una simile debacle, una crisi di gioco e risultati che nel girone di ritorno ha fruttato soltanto quattro punti, peggio di Avellino, Teramo e Varese che dal giro di boa ad oggi hanno messo a segno altrettanti successi. Più dello scorso campionato, i piemontesi pagano l’assenza di un play puro, capace di orchestrare al meglio le trame offensive, senza rallentarne il gioco. Attualmente, è Joe Troy Smith ad operare da play, di certo non un passatore, ma decisamente una guardia mortifera dal perimetro che negli anni ha però messo su discreti fondamentali in cabina di regia che tutto sommato gli consentono attualmente di non demeritare nello spot di uno. Sul calo biellese pesa anche e soprattutto l’incredibile serie di infortuni che ha caratterizzato la stagione ed il conseguente valzer di “gettonari” che ne è conseguito. Alla defezione iniziale dell’ala forte Plisnic si sono aggiunte poi quelle delle guardie americane da quintetto, Jones prima e Diaz poi, sostituiti oggi dall’ultimo arrivato in ordine di tempo, ossia Trey Johnson. Nel mezzo, i tesseramenti temporanei di Shultze e Coleman a completamento di un quadro minato e che ha finito col pesare oltremodo sugli equilibri di squadra. Oggi Biella è una squadra in crisi e che si affida in buona parte al talento dei suoi italiani, Aradori in primis. Pietro è la stella del gruppo e nel campionato “delle occasioni”, in virtù di un regolamento che ha previsto la riduzione a tre extracomunitari in squadra, l’ex Roma ha sin qui sfruttato al meglio la sua chance. E’ tra i migliori marcatori in assoluto con oltre 16 punti di media ed un solido apporto anche a rimbalzo. Lo starting five è completato dal duo Garri-Pasco sotto le plance. Il coloured è ormai una vecchia conoscenza del nostro campionato. I tanti anni di militanza nel nostro campionato (Teramo, Pesaro e Rieti) lo hanno aiutato a dimostrare nel tempo di poter essere utile anche in attacco con i pick and roll ed in altre situazioni dinamiche oltre che come centro “da blocchi e stoppate”. Tallone d’Achille, come sempre, la percentuale ai liberi: un 26,8% imbarazzante che se sfruttato a dovere può fare la fortuna delle difese avversarie. Achara è il cambio dei lunghi, per il quale resta ancora in stand-by la definitiva consacrazione, dopo le buone prove dello scorso campionato in canotta Fortitudo. Dal francesino Ona Embo e dal giovane Chessa, arrivano invece minuti di quantità e di “sostegno tecnico” per Matteo Soragna. Tornato a Biella con la sua vecchia canotta numero 7 , ritirata all’indomani della partenza per Treviso, nonostante i 34 anni, è diventato forse più specialista di un tempo ed il 40% da tre in stagione ne è una chiara testimonianza. Lo stile Biella, fatto di giocatori motivati, giovani sorprese e futuribili, quest’anno non ha pagato, ma prima di intavolare discorsi per il prossimo campionato c’è una salvezza da conquistare, sul campo, partendo da Avellino. (di M. Roca)

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