Bascetta: “S.Amato fondò il Goleto a capo del Principato Citra 2°”

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Il Monastero del Goleto fu del Castello di Nusco e rappresentò la cattedrale arcivescovile di una nuova provincia affidata a S.Amato di Montecassino. E’ l’ultima novità del sempre più apprezzato cronista storico ed editore Arturo Bascetta che, nel suo ultimo libro, ‘Gisulfo Principe dei Giudei’ (sarà premiato questa domenica nei Giardini della Memoria in Costiera Amalfitana), ha cercato di spiegare al meglio, come in un romanzo storico, fatti complicatissimi, che sono nelle pergamene di Cassino, Cava, Bari e Montevergine. “Ho ridotto ai minimi termini la pesantezza storica – ha detto Bascetta- per far conoscere quelli che furono episodi mai descritti da nessuno, dovuti all’invasione di Salerno e Roma dei Normanni del Nordest (slavi) guidati dal Guiscardo, e cacciati da Enrico IV di Franconia, quando invase Roma e fece scappare verso Salerno Papa e Guiscardiani, a capo di uno stato diverso. Nacque quindi il regno anglo-longobardo di Enrico che fece tradurre in Costiera Amalfitana i monaci evangelisti di Nicea, affidandoli al Principe Gisulfo (cacciato dai Normanni da Salerno), per fondare la Scuola Medica Salernitana, dove forgiare monaci-dottori da portare in tutta Eurpa. La religione ufficiale divenne quindi quella evangelica nel Regno di Enrico e di Gisulfo che liberò Amalfi nel 1088 e rifondò il suo Principato Regio a Taurentur di Minori Amalfitana,cacciando i Normanni da Salerno fin sopra i Picentini. Gisulfo fondò quindi anche il Principato Citra 1 a Salerno e il Principato Citra 2 al Goleto di Nusco, riportando verso casa i Beneventani (cacciati dai Normanni) facendogli rifondare tutti i paesi che hanno per suffisso la parola ‘dei Lombardi’ con colonie provenienti dal Ducato Sorrentino. Purtroppo il terremoto del 1088/1089 cancellò tutto e il Goleto, appena in costruzione, fu già distrutto. Mentre Enrico diffondeva il culto dei Giudei, pronto al trattato di Worms, ne riapprofittarono i figli del Guiscardo che ricominciarono la guerra coi baroni pugliesi al seguito contro i Longobardi che furono cacciati da Salerno e della capitale del Principato Citra 2 dal Goleto, spostandola alla nuova cattedra normanna di Conza, il milite Erberto da Middlex (che assoggettò feudi fino a Sala Consilina), che i conzani fecero santo, proprio come i nuscani faranno con Amato, seppellito al Goleto. Poi arrivò S.Guglielmo, sloggiò i nuscani e il loro santo longobardo… il resto è quasi tutto noto.

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