Banconote false in Italia, 7 arresti: c’è un irpino

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L’Operazione «Magic Money», condotta dalla Squadra Anticrimine del Commissariato di Senigallia, durata oltre un anno, e supportata da attività di intercettazione, oltre che classiche attività di indagine, ha consentito di scoprire ed interrompere le attività di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di banconote false. Sette gli arresti tra cui P. G., di Avellino, che faceva parte della banda che operava tra la Campania e le Marche. L’indagine ha consentito di accertare che le banconote false, oltre che sul territorio marchigiano, venivano smerciate sulla piazza di Milano, ma anche, nei periodi estivi o nei week- end in località turistiche, come Rimini, Riccione, ma anche in zona Fano e Perugia. Il denaro falso veniva speso per acquisti di prodotti di elettronica di alto valore ( PC portatili, telefoni e supporti di ultima generazione etc..), nei locali pubblici, in varie attività commerciali (salone vendita-auto, ricambi auto) entrando così nel circuito economico. Una curiosa circostanza, emersa nel corso delle indagini, è che gli indagati erano soliti chiamare le banconote false utilizzando pseudonimi del tipo gomme, pneumatici, vasi, in modo da non dare riferimenti diretti all’attività illegale svolta. Le attività di indagine hanno consentito di accertare collegamenti con altri paesi d’Europa, ed in particolare con la Croazia, quale possibile luogo dove trasferire e spendere il denaro falso, e la Francia, dove, a seguito di una operazione della polizia, sono state arrestate altre 4 persone e sequestrate 3mila banconote false, in tagli da 20 euro per un valore di 60mila euro, riconducibili agli stock di denaro falso proveniente dalla Campania e giunti nella Marche.

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