Bagnoli – Blitz dell’Arma: sequestrata una piantagione di marijuana

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Bagnoli – Dopo il sequestro di una piantagione di Marijuana avvenuta negli scorsi giorni sull’altipiano del Laceno, una nuova retata dei Carabinieri del Stazione di Bagnoli Irpino, coadiuvati da quella di Calabritto, ha permesso di scoprire un’altra piantagione di canapa indiana di minori dimensioni costituita da una decina di piante di sostanza psicotropa alte oltre due metri del peso complessivo di oltre 6 chili, estirpate e sottoposte a sequestro.
Il terreno scelto per la coltivazione, anche questa volta, sull’altopiano del Laceno nel Comune di Bagnoli Irpino, si adattava bene a tale scopo, visto che le piante di marijuana erano state piantate in una zona ben nascosta in un luogo ricco di acqua che permetteva al “coltivatore” di curare bene la piantagione. Inoltre essendo un agricoltore, la persona denunciata approfittava delle altre colture e poteva muoversi tranquillamente coltivando anche la propria piantagione di canapa indiana.
Dalle piante di canapa indiana sottoposte a sequestro, secondo le fonti dell’Arma sarebbe, stato possibile ricavare decine e decine di dosi di marijuana e che avrebbero fruttato di migliaia di euro a spacciatori senza scrupoli che attentano all’integrità dei giovani dell’Alta Irpinia.
L’agricoltore, ottimo conoscitore della zona, dunque, è stato denunciato con l’accusa di “coltivazione e spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana”.
I risultati operativi conseguiti dai Carabinieri della Compagnia di Montella indicano quanto sia concreto il rischio, nell’Alta Irpinia, della diffusione dell’hobby di coltivare in proprio piantagioni di canapa indiana, fondamentale per la preparazione della sostanza stupefacente a base di marijuana, rimedio obbligato per gli spacciatori locali alla luce dei costanti controlli effettuati dai Carabinieri sia sulle principali arterie che sulle strade secondarie, al conseguente sistematico controllo dei pregiudicati e tossicodipendenti della zona che si recano a Napoli per acquistare stupefacenti.
Le indagini dei Carabinieri sono state condotte in collaborazione con la Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi, coordinata da Procuratore Capo Dott. Antonio Guerriero.

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