Avellino – VdF, Stella: “La verità sui numeri del soccorso”

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Avellino – La premessa è onesta: i Vigili del Fuoco mancano in tutta Italia. Attualmente sono 3000 in meno rispetto al previsto e ci sono importanti Comandi con situazioni di grande disagio rispetto al soccorso. Il futuro è ancora più preoccupante: entro la fine del 2008 la carenza toccherà quota 4000.
Il Comando di Avellino, come ovunque, ha i suoi problemi legati essenzialmente alla mancata copertura del turn-over del personale posto in quiescenza. Nell’ultimo anno sono progressivamente venute a mancare per vari motivi 18 unità (13 caporeparto e 5 capo squadra). Unità che mancano nei quattro distaccamenti della provincia dove svolgevano compiti di responsabili del soccorso o di capo partenza.
Il Ministero dell’Interno – ha spiegato il segretario provinciale dell’Ugl – Vigili del Fuoco Raffaele Stellaprovvede a far fronte alla carenza di personale con l’assunzione di precari nella misura di 26 unità ogni 20 giorni ma in tutta Italia lo Stato spende annualmente 100milioni di euro per i soli emolumenti del personale discontinuo ai quali vanno aggiunti ulteriori costi.
Dei 26 vigili discontinui, 16 vengono assegnati ai distaccamenti e ciò consente di raggiungere l’organico teorico di 7 unità per turno. La squadra più o meno si riesce a mettere insieme e il problema del soccorso potrebbe non esserci ma in realtà i vigili discontinui non sono dal punto di vista dell’esperienza uguali al personale posto in quiescenza, contribuiscono a garantire il soccorso ma il livello qualitativo degli interventi non può essere lo stesso. C’è quindi la necessità di andare al più presto a ripristinare lo standard che da sempre i caschi rossi garantiscono ai cittadini
”. Ragionando sui grandi numeri, dunque, ci si rende conto che in Irpinia il problema c’è ma non è così grave come altrove.
L’organico massimo raggiunto in questa provincia è stato di 198 unità – ha continuato Stella – con questi uomini si riusciva tranquillamente a garantire il soccorso. Oggi, nonostante i pensionamenti, gli uomini addetti al soccorso sono 180. A questi bisogna aggiungerne 26 discontinui e 27 volontari del distaccamento di Ariano Irpino. In totale ci sono 235 unità, +31 rispetto all’organico teorico e +37 rispetto al massimo raggiunto alcuni anni fa con il solo personale permanente. Una organizzazione del soccorso diversa da quella attuale consentirebbe di far fronte alla domanda di soccorso senza chiudere i distaccamenti come viene fatto da sei mesi. Dall’inizio dell’anno ben 64 volte è stato chiuso un distaccamento. Nessun Comando ha fatto lo stesso, anche con problemi maggiori dei nostri. Chiudere sedi lontane dal capoluogo 80 chilometri che hanno sotto la propria competenza territoriale comuni distanti 93 chilometri da Avellino è un azzardo che non ha nessuna giustificazione. Prima o poi qualche richiesta verrà soddisfatta in ritardo e causa della distanza e potrebbero esserci gravi conseguenze sia per le persone che per i beni”.
La soluzione sarebbe quindi adoperarsi per adeguare la pianta organica al resto dello standard europeo e ripristinare la qualità del soccorso senza chiudere i distaccamenti. “Il rischio che si fa correre ai cittadini è troppo alto. Ci sono strumenti diversi per andare avanti senza far pagare alla collettività un prezzo. Qualunque esso sia”.

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