Avellino – Vallifuoco: “Cultura ed arte come patrimonio collettivo”

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Avellino – In seguito ad una densa carriera artistica, dopo essersi laureato all’”Accademia delle Belle Arti” di Firenze ed aver svolto l’attività di scenografo, pittore ed illustratore, Gennaro Vallifuoco cerca di promuovere la cultura all’interno della nostra regione. Notevole il successo raggiunto attraverso le “Notti del cinema” e l’illustre mostra di Caravaggio che hanno fatto tappa nella nostra città. “I risultati – dichiara l’artista – sono stati inaspettati e non è mancato l’entusiasmo da parte di coloro che hanno preso parte agli eventi”. Si punta su un rilancio artistico che non ha un target di riferimento in quanto rivolto a qualsiasi fascia d’età e rango sociale. Una patrimonio che non ha limiti e barriere perché tutti possiamo intraprendere questo cammino che richiede solo nobiltà d’animo ed una sensibilità capaci di farci rompere il velo ingannatore che cela le cose per coglierne la profonda essenza. Non si tratta solo di promuovere una dimensione a volte ignota per disinformazione e per pigrizia, ma di un progetto che in primis tiene conto del bene della collettività al fine di offrire possibilità di riscatto dall’isolamento domestico. “Arte – spiega Vallifuoco – significa sognare. Dobbiamo continuare ad operare seguendo questa proiezione, per il bene della comunità. Il popolo, per le numerose problematiche che ci affliggono, ha bisogno di momenti di incontro e di socializzazione capaci di distoglierli dalla quotidianità”. Cultura, intesa come strumento di comunicazione pacifica, di espressione, capace di farci penetrare in un mondo mistico ed a volte surreale. “A breve, lavorerò al telo per il sipario del Carlo Gesualdo. In passato – continua – il teatro veniva celebrato attraverso un telo su cui erano dipinte immagini che erano espressione della tradizione storica locale. Solitamente erano rappresentate figure relative al passato quali le Muse ed il Dio Apollo. Quest’ anno darò il via ad una rilettura moderna, alla luce della nostra cultura. Cercherò di rappresentarla attraverso i miei occhi in quanto oltre ad essere un artista, sono un cittadino”. Cercare di promuovere la cultura tra i giovani e cambiare l’ottica con cui viene osservata: questo l’obiettivo principale che si cerca di raggiungere. “A volte si guarda a questo patrimonio di conoscenze in modo sbagliato. L’arte non è qualcosa che arriva dall’alto e che richiede strutture codificate e ben strutturate. Inoltre, non è ad appannaggio di poche classi”. Si tratta di una concezione radicata ed erronea che deve essere rivalutata. Bisogna mettere da parte quell’idea aristocratica per cui arte è sinonimo di status elevato. La cultura è di tutti ed è l’unica arma di cui mai nessuno potrà privarci. Senza nulla togliere ai grandi postulatori di sapienza, tutti noi siamo produttori di conoscenza e di creatività. “Riguardo a quei giovani che sono più distaccati da questo ambito, non esiste una formula vincente per promuoverla all’interno del loro ceppo. L’importante è trasmettere i contenuti alle nuove generazione e non fermarsi solo alla parvenza. Ho sempre preso in considerazione questa componente infatti, nel periodo estivo, sono stati organizzati eventi significativi come il festival di cortometraggio di autori ignoti e giovani che ha visto le scuole riempirsi”. Poi il messaggio più volte rimarcato: “Cultura ed arte sono un patrimonio collettivo alla portata di tutti”.

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