Avellino – Lunedì 29 alle ore 15,00 presso il Corso di Laurea Enologia e Viticoltura di Avellino, si svolgerà la seconda seduta di laurea per i sette allievi che hanno portato a termine,nei tempi previsti, il loro percorso di studi. Un appuntamento importante che segna l’inizio della maturità del Corso e al tempo stesso ne conferma la validità. Le tesi di enologia, nel loro insieme, attestano la capacità di muoversi su molte tematiche cruciali, rispondendo alle diverse esigenze del settore vitivinicolo. Due lavori riportano alcuni risultati di un importante progetto di ricerca finalizzato a comprendere in che modo l’ambiente dei tre principali bacini di produzione dell’aglianico – Taburno, Taurasi e Vulture – influenza le caratteristiche del vino. Due lavori, svolti su sollecitazione del Ministero delle Politiche Agricole, sono stati finalizzati ad approfondire le conoscenze sul comportamento di alcuni prodotti enologici di nuova introduzione. Due lavori, infine, testimoniano l’attenzione agli studi di modellizzazione, affinando le conoscenze sull’evoluzione del vino rosso e bianco durante l’affinamento; nel caso dei bianchi si è studiata l’evoluzione di quelli fermentati in barrique, con una tecnica, dunque, capace di produrre vini di grandissimo pregio ma di complessa gestione. La tesi di natura economica affronta il tema dei rapporti tra imprese vitivinicole e mercato del credito, testimoniando la capacità del Corso di affrontare la difficile tematica della sostenibilità finanziaria dei percorsi di sviluppo delle imprese del settore di nostro interesse. Il Preside prof. Luigi Frusciante ringrazia l’amministrazione provinciale, l’Assessore prof. Raffaele Coppola, dell’Università Federico II, il Rettore Prof. Guido Trombetti, e il Preside Prof. Paolo Masi della Facoltà di Agraria. “Questa collaborazione tra Enti porterà ad una certezza dei finanziamenti e ad un rapido ingresso nella nuova sede in località Torrette di Mercogliano. Certamente lo scopo è di voler ampliare l’orizzonte di riferimento dell’ offerta didattica per fare del Corso di Avellino un punto di riferimento per tutta l’Italia meridionale. Desideriamo anche, però, che il patrimonio di conoscenze e di relazioni nazionali e internazionali che caratterizza la nostra comunità di docenti – ricordo a titolo di esempio che i colleghi Moio e Pomarici fanno parte del comitato tecnico scientifico dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino in quanto presidenti, rispettivamente, dei gruppi di esperti Tecnologie enologiche e Mercato e consumatori – serva prima di tutto alla provincia che ci ospita, con la quale desideriamo avere un rapporto privilegiato, e alla Campania.”
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