Avellino – Unione Italiana Ciechi: le nuove proposte in un convegno

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Avellino – Il comitato direttivo degli Ipovedenti dell’Unione Italiana Ciechi – sezione di Avellino – inizia le proprie attività. L’organismo nasce per venire incontro a esigenze reali e di crescente diffusione che colpiscono ormai centinaia di cittadini avellinesi con gravi problemi alla vista, che hanno una patologia con residuo visivo di 1 decimo (decimisti), ma ora anche di 2 e 3 decimi, che non sono tutelati e non possono usufruire di determinati servizi. Venerdì pomeriggio alle ore 16:00 presso la sede dell’UIC sita in Contrada Baccanico (via Pescatori) il direttivo composto da Fabrizio Fricchione, Anna Pugliese e Francesco Napolitano ha organizzato un incontro con i soci e con i parenti di questi ultimi per un confronto aperto alla cittadinanza e alla società civile. Interverranno per l’occasione il Vicario del Vescovo della Diocesi di Avellino, Mons. Sergio Melillo, il Presidente Commissione Cultura Servizi Sociali Comune di Avellino, Ernesto Di Cecilia, l’ex Assessore Politiche Sociali della Provincia Marcello Zecchino. L’Associazione si avvarrà delle consulenze professionali della Dottoressa Valentina Di Iorio, medico oculista presso l’istituto di retinopatia del II Policlinico di Napoli e di un ottico specializzato in ipovisione, Marco Iovino. L’Uic si propone di assistere i propri associati, informandoli sulle questioni mediche e legali, individuando e attivando servizi che consentano la riabilitazione per una migliore qualità della vita, come ad esempio la possibilità di avere e imparare ad usare ausili tecnologici che sopperiscano al deficit della malattia. Vuol rappresentare persone che hanno problemi motori e sensoriali che vogliono potersi muovere liberamente nella propria città, proponendo di progettare percorsi pedonali protetti e facilitati, con segnalazioni tattili e acustiche.
“E’ il primo passo – afferma Fabrizio Fricchioneper riconoscere l’esistenza di una categoria di cittadini che come altri hanno diritto a pari opportunità. Ancora oggi queste istanze sono ignorate e le persone sono di fatto escluse dal mondo lavorativo e sociale per la presenza di ostacoli fisici e culturali”.

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