Avellino – Tunnel: interrogativi “tecnici” del Partito Socialista

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Avellino – Sul tunnel, dopo una fase iniziale di dissensi e il successivo silenzio, torna la bufera.
La “fretta di chiudere ‘la questione Tunnel’” attanaglia – secondo il coordinamento della segreteria cittadina del Partito Socialista – l’intera Amministrazione Comunale. “Le contraddizioni e contrapposizioni al loro interno – spiega in una nota Costantino Severino – evidenziano solo una sostanziale confusione. Ne è dimostrazione la ‘querelle’ sul ridimensionamento dell’opera che dovrebbe venire alla luce in prossimità del Ponte della Ferriera che oggi sembra avere problemi di staticità e di sicurezza. Sulla inutilità di quest’opera ci siamo già espressi, si è preferito glissare su questo punto e ne prendiamo atto. Oggi ci preme allertare gli organismi tecnici e di controllo su una questione più delicata ed importante: la sicurezza delle strutture al contorno e la stessa sicurezza del tunnel una volta terminato. La preoccupazione non è di poco conto perché altre opere di questo tipo – vedi metropolitana di Napoli tra Piazza Bovio e Piazza Municipio – stanno innescando, a circa 4 anni dall’inizio dei lavori, sintomi di potenziale pericolo. Questo richiamo non vuole ingenerare paure, vuole solo evitare di incorrere negli stessi errori e per questo pongo una domanda: si è mai pensato di monitorare il costruito e quello che si andrà a costruire? Alludo ai fabbricati presenti fra Piazza Libertà ed il Ponte della Ferriera, così come, sommessamente, pongo ulteriori interrogativi: si è coscienti che ancora oggi ragionevoli dubbi gravano sui sistemi di soccorso nei sottopassi, se è vero, come è vero, che la sperimentazione in gallerie dei sistemi di sicurezza risulta ad oggi “inadeguata”.
In caso di incendio, e nei tunnel questo evento è solitamente catastrofico, abbiamo pensato quale ricaduta vi può essere in un’area ad intensa urbanizzazione e con l’unico patrimonio edilizio di pregio della città?
In mancanza, e ci siamo già vicini, questo budello nel centro rischia di cingere d’assedio e sconvolgere per anni l’intera città. Chiediamo troppo nel sollecitare una risposta che vada nel senso che tutti questi rischi sono stati previsti?”.

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