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Ma le cantine italiane, in particolare le piccole imprese con appena due ettari in media di terreni vitati, non possono assorbire solo laureati e hanno bisogno di una gamma di professionalità specifiche, dal cantiniere, operaio con competenze pratiche, all’enotecnico, con un know how specifico tecnico-pratico, fino ad un laureato, il cui costo è però sostenibile solo da aziende con almeno 40 ettari di vigneti.
Assoenologi, che rappresenta 4 mila tecnici vitivinicoli di cui solo il 10% laureato, propone un unico contenitore per la formazione dei ragazzi, dopo la licenza media e eventualmente fino all’università, una formazione specifica in crescendo, dall’operaio-cantiniere all’enotecnico, fatta in pochi istituti tutti dotati di vigneti, laboratori e cantine.
Un impegno a favore della salvaguardia delle scuole ad alta specializzazione arriva dal ministro Luca Zaia, “…fiducioso di trovare un accordo anche alla luce del perfetto accordo raggiunto nell’ultimo Consiglio dei ministri sulla maggiore autonomia di queste istituzioni scolastiche che sono un baluardo di nostri indirizzi enologici studiati dal Cile alla Nuova Zelanda, un fenomeno mondiale”.