La scuola enologica più antica del mondo, Conegliano, e quelle di Alba, San Michele all’Adige, Avellino, Ascoli Piceno, Marsala, Catania, Locorotondo, Siena e Cividale del Friuli, rischiano la chiusura. L’allarme viene dal 64º Congresso annuale di Assoenologi in seguito alla direttiva del ministero della Pubblica Istruzione, in applicazione della quale quest’anno verranno iscritti gli ultimi allievi che potranno frequentare il sessennio di lezioni per specializzarsi in viticoltura e enologia. Con l’ipotizzata riforma delle scuole ad orientamento specifico “le specializzazioni vanno al capolinea” – ha dichiarato il direttore generale di Assoenologi Martelli, sottolineando che “in 130 anni di gloriosa attività da queste scuole sono usciti personaggi di fama mondiale, del calibro di Zonin, Consorte, Planeta e Moretti Polegati”. E questo in un momento in cui – secondo Assoenologi – il settore vitivinicolo italiano nei prossimi cinque anni assorbirà 150 tecnici, dei quali il 50% per ricambio generazionale. Se passasse la riforma, così come ci è stata annunciata, l’unico canale di accesso alla professione resterà la laurea in enologia.
Ma le cantine italiane, in particolare le piccole imprese con appena due ettari in media di terreni vitati, non possono assorbire solo laureati e hanno bisogno di una gamma di professionalità specifiche, dal cantiniere, operaio con competenze pratiche, all’enotecnico, con un know how specifico tecnico-pratico, fino ad un laureato, il cui costo è però sostenibile solo da aziende con almeno 40 ettari di vigneti.
Assoenologi, che rappresenta 4 mila tecnici vitivinicoli di cui solo il 10% laureato, propone un unico contenitore per la formazione dei ragazzi, dopo la licenza media e eventualmente fino all’università, una formazione specifica in crescendo, dall’operaio-cantiniere all’enotecnico, fatta in pochi istituti tutti dotati di vigneti, laboratori e cantine.
Un impegno a favore della salvaguardia delle scuole ad alta specializzazione arriva dal ministro Luca Zaia, “…fiducioso di trovare un accordo anche alla luce del perfetto accordo raggiunto nell’ultimo Consiglio dei ministri sulla maggiore autonomia di queste istituzioni scolastiche che sono un baluardo di nostri indirizzi enologici studiati dal Cile alla Nuova Zelanda, un fenomeno mondiale”.
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