Avellino-Sciolto il giallo del dissesto, incombe il piano di rientro

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Politiche di bilancio, politiche di contenimento dei costi della macchina organizzativa, politiche fiscali e politiche attinenti al Patrimonio Immobiliare dell’Ente. Sono questi i 4 interventi previsti dal piano per obiettivi presentato in Consiglio comunale dall’assessore Angelina Spagnuolo per ripianare i debiti fuori bilancio.
Si tratta di 13.205.221,05 milioni di euro complessivi di cui ben 12.006.550,91 sono relativi a sentenze esecutive ma non passate in giudicato, circa il 90,92% dell’intero importo. Mentre 989.233,92 sono relativi al Settore Lavori Pubblici ed Ambiente, 24.130,03 al Settore Affari Generali, 137.061,70 al Settore Patrimonio, 25.598,28 Segreteria e Direzione generale e infine 22.646,21 al Settore Servizi Pubblici.
Dunque finita l’operazione trasparenza per scogliere ogni dubbio intorno alla situazione economica finanziaria dell’Ente si passa al piano d’azione che nel primo punto, politiche di bilancio, riguarda:
a)Recupero dei crediti, tra questi 5.590.431,49 di crediti vantati verso la Regione Campania per somme anticipate dal Comune
b) Applicazione ulteriore avanzo di Amministrazione 2012 (non vincolato) pari a € 2.300.000,00 per il finanziamento dei debiti fuori bilancio già riconosciuti nel 2012. Tali debiti riconosciuti risultavano originariamente copribili dal ricavo a venire della vendita dei beni patrimoniali disponibili, poi non realizzati.
C) Costituzione di un fondo di accantonamento per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio denominato Fondo rischi per passività potenziali. A tale fondo saranno destinati € 3.700.000,00.
D) Politica di abbattimento dei costi per affrontare il problema della rilevanza quantitativa per sentenze dei Giudici di Pace a fronte di azioni per “insidie e trabocchetti”.

Al secondo punto troviamo:
a)Riassetto organizzativo per macro-aree.
b)Politica di rimodulazione dell’indennità di posizione con riduzione delle posizione organizzative e dei compensi aggiuntivi ai Dirigenti e ai Tecnici dell’Ente attraverso una redistribuzione del fondo di produttività solo per merito accertato ed espresso dall’Organismo Indipendente di Valutazione (O.I.V.).
Più spinoso il nodo relativo alle politiche fiscali, in quanto per evitare l’aumento delle aliquote fiscali al valore massimo per tutti i cittadini è necessario, secondo l’assessore alle Finanze:
a) L’avvio di una convenzione con l’Ufficio del Catasto per la ridefinizione delle rendite catastali
b) Politica di riduzione dell’evasione per mansarde non condonate, per verande abusive etc attraverso una politica mirata, avvalendosi anche del Comando di Polizia Municipale, prevedendo la definizione di sanzioni differenziate per tipo di evasione.
c) E in casi estremi la ridefinizione delle aliquote addizionali Irpef ( da 0,5 a 0,8 per scaglioni e progressive per più alti redditi) escludendo i redditi fino a € 10.000; variazione dell’IMU per seconde case (da 9,5 fino a 10,6).

Infine, al 4 punto le politiche attinenti al Patrimonio immobiliare dell’Ente che prevedono:
a) L’istituzione di un soggetto patrimoniale pubblico per la valorizzazione e la dismissione del Patrimonio Immobiliare.
B) Vendita degli alloggi comunali ai prezzi correnti.
C) Politica di riscossione dei crediti derivanti da alloggi e noleggi di strutture comunali.
D) Approfondimento e valutazione dello strumento di Project-Financing per lo Stadio Comunale e per l’area di Via Zigarelli.
E) Avvio di procedure di evidenza pubblica per la patrimonializzazione di aree edificabili di proprietà comunale e dei diritti edificatori detenuti dall’Ente.
F) Avvio delle procedure per la dismissione delle Società Partecipate dell’Ente non strategiche. In particolare si procederà alla vendita per quote o per la totalità della società Azienda Città Servizi s.r.l.

Sono questi i provvedimenti necessari secondo l’esecutivo di Paolo Foti per risanare il debito dell’Ente. I conti non sono in regola, ma come specifica il primo cittadino non sussiste l’ipotesi del dissesto.“Le cifre e i dati che presentiamo – ha dichiarato Foti – restituiscono una verità amara, che gli avellinesi hanno il diritto di conoscere. L’Amministrazione comunale, per questo, è chiamata ad un’azione di rigore e di risanamento. Riteniamo, infatti, che ci siano ancora le condizioni per una ripresa, mentre sarebbe estremamente difficile individuare le condizioni per una dichiarazione di dissesto”.
Non solo non esistono le condizioni debitorie per dichiarare il dissesto, ma allo stato attuale l’Ente non ne avrebbe i presupposti in quanto con la sentenza n. 143 del 2012, la V Sezione del Consiglio di Stato stabilisce che “la decisione di dichiarare lo stato di dissesto finanziario non è frutto di una scelta discrezionale dell’ente, rappresentando piuttosto una determinazione vincolata (ed ineludibile) in presenza dei presupposti di fatto fissati dalla legge”. In particolare – secondo il Supremo Organo di Giustizia Amministrativa – alla dichiarazione di dissesto finanziario “può farsi luogo solo all’esito dell’accertamento (da parte degli stessi organi ordinari dell’ente o in via eccezionale, nell’ipotesi di cui all’art. 247, da parte del commissario ad acta) della specifica incapacità di assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero dell’esistenza nei confronti dell’ente di crediti liquidi ed esigibili di terzi, cui non possa validamente farsi fronte con le modalità di cui all’art. 193 (e per i debiti fuori bilancio, con le modalità di cui all’art. 194)”.
Lo stesso avviene nel caso del pre-dissesto dove è necessaria una relazione tecnica che individui la sussistenza dei relativi presupposti (si veda, in proposito, la deliberazione n. 50 del 11.12.2012, adottata dal Consiglio Comunale di Benevento, che recepisce le risultanze delle relazioni tecniche dei dirigenti, del segretario generale e il conforme parere del collegio dei revisori). Conseguentemente, il Comune di Avellino può legittimamente proseguire con la gestione finanziaria ordinaria.

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