Avellino – Racket in città: incendiato un escavatore

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Avellino – Notte di fiamme e di paura per la città di Avellino. Ennesima testimonianza di come l’Irpinia abbia perso l’identità di oasi verde per entrare nel mirino della malavita organizzata. Nel corso della notte, infatti, le fiamme sono divampate sul Corso Vittorio Emanuele avvolgendo un escavatore di proprietà di una ditta casertana ma in “affitto” alla società che ha avuto assegnati i lavori. Ad alimentare l’incendio l’utilizzo di una ingente dose di benzina che nel giro di pochi minuti, pochi minuti delle tre di mattino, ha contribuito ad estendere il rogo. Un colpo ad effetto che ignoti hanno messo a segno aiutati dalla notte, ore in cui è senza dubbio più facile commettere atti criminosi passando in principio inosservati. Sul caso gli inquirenti non hanno alcun dubbio e puntano dritto sull’ipotesi attentato. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Avellino, seguono la pista del racket che in poco tempo sta diramando i suoi tentacoli nell’intero territorio provinciale. E mentre la Polizia indaga sull’accaduto senza lasciare al caso nessun particolare, in città sale l’allarme tra i cittadini e soprattutto tra i commercianti che sul Corso esercitano la propria attività. “Massimo controllo affinché non si verifichino più episodi di tal genere”, è l’assicurazione che il sindaco di Avellino Pino Galasso ha voluto fornire alla popolazione garantendo una maggiore sorveglianza sui cantieri soprattutto nel corso delle ore notturne ed il massimo sostegno ai lavoratori. Dura, invece, la posizione della Fillea che punta il flash sui “… silenzi e le risposte inadeguate delle istituzioni”. La criminalità, insomma, sembra essere arrivata nel cuore della città: “Sebbene ancora non sia chiaro se l’attentato sia di matrice estorsiva o riconducibile ad una bravata – ha dichiarato il segretario provinciale Antonio Famiglietti – la malavita ha ormai invaso il settore delle costruzioni. E’ quanto mai opportuno intervenire con decisione per tentare di arginare l’avanzata della criminalità in provincia come nel capoluogo”.

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