Avellino – Puc, Rotondi accusa e replica

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Avellino – Solo chiarezza, niente di più. Luci e verità rispetto a chi tenta di “infangare il lavoro e l’impegno di un professionista” che ha creduto e crede nella chances della città: quella del cambiamento e della vivibilità. Una opportunità determinata dal Puc ‘dialogante’. Uno strumento urbanistico che è stato oggetto di discussioni, confronti con tutta la città. Un Piano rispetto al quale si continua a dire e ridire, ad accusare per “ritardi biblici”. Sono i contenuti di una conferenza stampa che l’ex assessore all’Urbanistica Antonello Rotondi ha voluto portare a conoscenza per rispedire al mittente, anzi ai mittenti Adiglietti e Galasso, le accuse. E con carte alla mano ha detto la sua, passo dopo passo. Antonello Rotondi ripercorre le tappe salienti che hanno condotto all’adozione del Puc: interminabile sessione delle osservazioni in consiglio che hanno portato alle modifiche “che sono sulle tavole”. Il lavoro certosino che ha portato alla sistemazione delle osservazioni in fascicoli contenenti anche l’individuazione cartografica, le tavole prima dell’adozione e la modifica grafica. E ancora: “Per quanto riguarda i Piani di settore, il Comune già li aveva all’epoca dell’adozione del Cagnardi 1 e l’allora assessore all’annona Gengaro ricordava che il piano aveva trovato trasposizione nel Cagnardi 1. Dunque i Piani di settore erano in vita. Il mio obiettivo era quello di passare dalla fase di adeguamento ai Piani di settore in seguito a modifiche. Ebbene dopo cinque mesi e mezzo dall’adozione, il piano carburanti ha trovato condivisione, approvazione e parere favorevole della commissione urbanistica. L’otto giugno 2006 era agli atti del Consiglio comunale. Sono stati approvati tutti i piani da parte della Commissione consiliare. Ruec (Regolamento Urbanistico Edilizia comunale): redatto dall’assessorato fu trasmesso il 28 giugno 2006 alle Circoscrizioni e trovava parere favorevole”. Un Cd e un quaderno dove c’è la storia del Puc che proprio nessuno “può infangare”. “Ho ritenuto doveroso l’incontro – continua Rotondi – rispetto ad esternazioni superficiali del mio segretario cittadino che ha evidenziato ritardi da addebitarsi a Rotondi. Mi fa specie che da parte del sindaco Galasso ci sia stata una ulteriore cassa di risonanza. Il rammarico è di natura personale. Tra l’altro ci sono delle incongruenze: mentre si accusa di ritardi, l’assessore Perrotta sottolinea che non ce ne sono e che entro 30 giorni trasmetterà gli atti alla Provincia”. Insomma “qualcosa non funziona. Io mi sono dimesso perché non condividevo delle cose. E vigilerò”. (tl)

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