Avellino – Un equo prezzo del latte alla stalla che garantisca la generalità dei produttori, blocco delle consegne ai caseifici (previsto per la prossima settimana) e protesta nel capoluogo provinciale, se dovesse permanere il rifiuto alla trattativa da parte dei trasformatori. Questo il risultato scaturito dalla consultazione di base conclusa ieri unitariamente da Coldiretti, Cia e Confagricoltura in due assemblee generali della categoria ad Ariano Irpino e Lioni. Esplicita l’insoddisfazione degli allevatori di fronte a prezzi ballerini e diversificati e alla latitanza della controparte industriale. Ormai tutte le province limitrofe, per non parlare del Paese intero, sono dotate di accordi provinciali che, nell’attuale fluidità di mercato, fissano per lo meno prezzi minimi di base a garanzia della coesione delle stesse filiere locali. La nuova situazione venutasi a creare sui mercati internazionali, con l’ingresso in campo di nuovi grandi paesi consumatori, ha di fatto privato l’Italia di grandi quantità di latte continentale, facendone anche lievitare sensibilmente il prezzo. Di qui il maggiore ricorso alle risorse locali, da anni tenute in naftalina tra bassi prezzi all’origine e importazioni dall’estero. Ma, mentre l’attuale rialzo internazionale del prezzo è servito a giustificare da parte di trasformatori e distributori gli aumenti di prezzo al consumo, il latte locale è rimasto in questi mesi al nastro di partenza. Pochi centesimi di aumento a macchia di leopardo, nessuna garanzia se non promesse verbali, nessun tavolo di trattativa e nessun accordo su prezzo e futuro del settore. Per questo le Organizzazioni agricole hanno consultato ieri la categoria in due punti nevralgici della provincia, raccogliendo gli orientamenti di base dell’Ufita e dell’Alta Irpinia. Approvata dalle assemblee la linea delle tre organizzazioni di rappresentanza ed è stata forte la spinta a continuare nell’azione di tutela. In sostanza, se dovesse permanere la latitanza della controparte, è stata già prevista per la prossima settimana una forte azione di protesta col clamoroso blocco delle consegne (azione ovviamente che sarebbe sospesa in presenza di fatti nuovi e l’apertura di una trattativa). Coldiretti, Cia e Confagricoltura hanno anche deciso, sempre per la prossima settimana, di creare un presidio nella città capoluogo per portare a conoscenza dell’opinione pubblica la vicenda latte. E già da oggi i rappresentanti delle tre Organizzazioni chiederanno alla Provincia di offrirsi come sede di confronto e mediazione per aprire un tavolo di trattativa sul futuro del settore lattiero-caseario in Irpinia.
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