Avellino – Prc: con D’Argenio nel segno della continuità

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Avellino – Aria di assestamento all’interno del circolo avellinese del Prc dopo l’uscita di dell’ex segretario cittadino Alberto Nigro. È alla città, in continuità con i programmi ereditati, che Costantino D’Argenio, guarda per il futuro. Il nuovo segretario cittadino, infatti, è alle prese con la riorganizzazione interna del circolo e dei suoi componenti. “Dobbiamo lavorare seguendo quanto già attuato in passato e guardando sempre con la massima attenzione quanto ci accade intorno”. È chiaro il pensiero di D’Argenio sul da farsi come chiaro è l’allontanamento dalle “…strumentalizzazioni di De Mita sulla questione del lavoro. In ambito regionale avevamo trovato una sorta di accordo con l’Assessorato Gabriele, una soluzione soprattutto per gli Lsu capace di mediare il generale ripetersi di continue promesse inattese”. Città: lo sguardo cade sui numerosi cantieri e su alcune potenziali scelte che l’amministrazione Galasso dovrà valutare all’indomani della consegna dei lavori. “Il Prc è all’interno dei diversi comitati cittadini tra cui quello anti-tunnel e parco del Fenestrelle. Si tratta di cantieri già avviati per poterli bloccare, e questo perché ci è stata sempre negata una partecipazione attiva anche attraverso la proposta di referendum più volte sollecitata”. Non solo ‘critiche’ ma anche possibili suggerimenti per dare nuova vita alla città. “La pedonalizzazione del centro storico e di corso Vittorio Emanuele potrebbero cambiare l’immagine di Avellino. E’ necessario che prima di procedere alla limitazione del traffico automobilistico è essenziale sperimentarla. Una chiusura progressiva e graduale potrà abituare gli avellinesi ad avere una città diversa e a misura di cittadino”. Ed invece, sul versante prettamente politico, il Prc attende la nascita del Pd e i conseguenti risvolti. “Noi ci terremo estranei al Partito Democratico, ma in quanto forza di sinistra, ci adopereremo per un dialogo costruttivo e civile. Ci struttureremo come alternativa politica alla fusione di due grandi partiti, Ds e Margherita, uniti da una spartizione di ‘posti’. È ovvio che ci baseremo su elementi programmatici per qualsiasi azione di collaborazione”. (di Marianna Marrazzo)

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